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Intervista uscita il 30 giugno sul web magazine www.metalzone.it

Salve volete presentarvi ai lettori di Metal Zone. Chi sono gli Envidhia?
Un saluto alla redazione e a tutti i lettori di Metal Zone da parte di Mario Giacalone (singer Envidhia). Gli Envidhia sono un gruppo gothic/dark - rock/metal nato di nome nel 2001 e di fatto agli inizi degli anni ’90. E’ il nome del mio progetto musicale che inizialmente operava sotto altri monickers e con altre espressioni artistiche in termini di genere. Gli Envidhia si sono rivolti alla grande scena underground italiana ed internazionale con 1 demo – The Plague, un mcd - Black Flowers e l’ultimo album “The Snare”. Adesso per riabbracciare gli anni precedenti citati stiamo lavorando ad un nuovo lavoro, un rare indirizzato solo agli estimatori di sempre e a tutti i turnisti che hanno lavorato con me in piu’ di 15 anni, sperando di trovare un aggancio serio per la sua diffusione in grande scala. Operiamo in Sicilia occidentale, nostra patria di provenienza, abbiamo maturato esperienze sufficienti e necessarie per continuare un grande viaggio di vita oltre che musicale, laddove semmai ci fosse per me una differenza.

Come è stato accolto il vostro ultimo lavoro “The snare” dalla stampa specializzata e dalle webzine?
Molto, molto, molto bene.

A distanza di qualche mese dall’uscita dell’album, ne siete soddisfatti o c’è qualcosa che non vi ha soddisfatto pienamente? In pratica suona come volevate?
Si, malgrado le enormi difficoltà per sfornare 14 brani inediti soprattutto in termini di songwriting, “The Snare” è uscito quando pronto, è lui, inconfondibilmente unico, che piaccia o no.

Come nasce un vostro brano, è un lavoro di squadra o ognuno butta giù in idea e poi ci lavorate sopra?
Come detto gli Envidhia sono un progetto musicale che fa principalmente riferimento alla mia idea di combinare piu’ forme e generi cercando di rappresentare al meglio l’eterno dualismo dell’uomo nell’accezione panteistica piu totale, una visione di arti drammatiche molto sofferta ed introspettivamente complessa da realizzare musicalmente. Tutti i testi e quasi tutte le composizioni musicali sono di mia proprietà; è stato fondamentale l’apporto di molti musicisti in tutti questi anni per la realizzazione dei nostri brani, che hanno sempre trovato diversi momenti di confronto e di analisi. A tal uopo vorrei approfittare di questo spazio per ringraziare tutte le persone (tantissime) che hanno collaborato con me e contribuito quindi alla causa Envidhia.

Volete definire il vostro genere?
Non lo so, non saprei. Per “The Snare” abbiamo coniato l’etichetta “a nu wave of death’n’goth” nel proposito di dare, seppur riduttivamente, un idea sintetica della nostra proposta musicale.
Giorno dopo giorno, ora dopo ora, la continua evoluzione dell’essere è un riferimento solido per non poterti rispondere in maniera appropriata e completa.

Cosa vi ispira di più nella stesura dei tesi, la vita di tutti i giorni, la cronaca o che altro?
Tutto. Tutto quello che vedo, che colgo, che sogno, che sento.

Perché un EVA moderna in copertina che cerca di offrirci il frutto proibito, e perché un titolo come “The snare” che pare quasi una storpiatura di “The snake”. Il serpente, EVA, c’è qualche nesso?
Debbo dire che il tuo sforzo di fantasia è davvero ammirevole, questa me la vendo J. Obiettivamente non c’è un nesso con il titolo “The Snare” in senso di storpiatura della parola come riferimento al serpente. “The Snare” è un concept album che risale a molto tempo prima di definire la cover del cd, aveva sin dall’inizio questo nome meramente per il suo significato, “La trappola, l’inganno”. Al momento di ideare l’artwork avevo l’idea di realizzarla per come poi è saltata fuori. Volevo utilizzare un soggetto femminile provocatorio ed immediato. Ho visto dei cataloghi di alcune modelle ed Elisa Marconi (la bella eva in copertina, una ragazza di Recanati, MC) in quella foto ha (sicuramente) inconsapevolmente ricreato quella suggestione concettuale perfetta per il mio lavoro. Cosi’ l’ho contattata ed è nata la copertina di “The Snare”.
Il titolo “The Snare” inciso nella mela offerta e, nel retro, io in mutande con gli euro infilati dentro (forse è piu’ bello il front J) sono delle provocazioni che definiscono credo immediatamente la complessa opera tematica dell’album. In alcuni passi fin troppo complessa, servirebbero pagine e pagine, visto che non deficitate a riguardo lascio spazio alla vostra fantasia.

Quali gruppi vi hanno maggiormente ispirato e cosa ascoltate nella vita di tutti i giorni?
Dico sempre a proposito di influenze che tutto quello di buono che le nostre orecchie hanno percepito in 30 anni di ascolto sono certamente un riferimento ed una musa importante; oltre ai soliti ascolti tematici che principalmente fanno riferimento alla svezia, nelle nostre influenze piu’ specificatamente metal, ci rivolgiamo a tantissime forme d’autore. Continuo ad esplorare i lavori compositivi classici di Beethoven e Bach, le opere compositive moderne di Morricone e John Barry, il genio sperimentale di Pink Floyd, Alan Parson Project e Tangerine Dream, le melodie gotiche europee in genere e quelle folkloristiche russe in particolare. Non posso non segnalare tra i tanti alcuni nomi italiani che ci hanno influenzati e di cui siamo lieti di presentarne delle cover dal vivo. Dark Lunacy, Novembre, Mandragora Scream.

Come siete giunti a collaborare con la STD e come vi trovate con loro?
La STD-distro di Cagliari è una delle agenzie underground italiane più professionalmente serie e valide che opera nei circuiti metal di tutto il mondo. Eravamo in contatto con loro già con il precedente mcd “Black Flowers”. Hanno accolto “The Snare” positivamente ed è un piacere per noi usufruire dei canali promozionali e in genere della distribuzione worldwide per diffondere il nome Envidhia il più possibile. Saprai meglio di me che non sarei qui a rispondere a questa intervista se non fosse per l’accurato lavoro di questa agenzia.

Come giudicate la scena musicale underground della vostra regione e quella italiana in generale?
La Sicilia è ricca di ottime bands, ricca di talenti ed artisti validi. Il problema qui giù sono gli spazi, inadeguati o a volte completamente assenti per chi produce. I sistemi commerciali di massa stanno continuando ad alimentare la visione dell’arte come intrattenimento, il disimpegno e la leggerezza nei contenuti e nelle forme sembrano prendere il sopravvento sempre di piu’ soprattutto nelle categorie piu’ giovani. Questo quadro in un certo senso riguarda l’intera scena nazionale, la differenza forse è che qui siamo ancora un po piu’ indietro, meno culturalmente e socialmente predisposti alla crescita e alla salvaguardia del patrimonio umano presente in senso artistico soprattutto; infine, il disinteresse politico/amministrativo ed organizzativo ci affonda sicuramente più che al nord.

Rapporti con la tecnologia: favorevoli o contrari al file sharing di brani musicali in mp3?
Analizzando l’attuale sistema discografico ci riteniamo favorevoli all’ascolto di un mp3 finalizzato all’acquisto di un album.

Gli Envidhia e i concerti: trovate spazi per esibirvi e come vi trovate nella dimensione live?
Come accennato prima ci sono grossissime difficoltà per le uscite live. Malgrado tutto riusciamo a trovare degli spazi seppur adeguandoci a volte ad alcuni stilemi non propriamente da concerto.
La nostra dimensione live è molto varia e spesso non perfettamente congeniale per tutta una serie di problemi, comunque sia riusciamo a presentare dal vivo la nostra musica anche se in una misura ancora molto inferiore a 5/6 uscite l’anno.

Continuerete con l’ausilio della drum machine o nel prossimo lavoro avremmo un batterista in carne e ossa?
Non lo so. Siamo riusciti in qualche occasione a suonare dal vivo con alcuni turnisti, nei limiti delle competenze e delle professionalità che spesso ci costringono ad uscire con la drum machine non siamo alla fine poi cosi’ sdegnati di esibirci senza un drummer. A volte anche per ragioni di comodità, dipende dai contesti e comunque ci stiamo un po’ affezionando alle basi come soluzione del problema. Qui, quello dei musicisti è un vero problema, a meno che non fai cover rockettine e seratine nei pubbini.

Progetti per il futuro?
Questa estate avremmo una discreta programmazione live e ci auguriamo di sistemare la line up in modo piu’ definitivo per non perdere delle interessanti occasioni. In quasi tutti i nostri live raccogliamo materiale video per un Dvd che pensiamo di far uscire a settembre. Il remake dei vecchi singoli dall’89 al ’01 è in itinere, un rare album il cui titolo dovrebbe essere “The Dark Opera”.

Siamo in conclusione dell’intervista, intanto vi ringrazio per la disponibilità e lascio la parola a voi, potete dire tutto quello che volete.
Vi ringraziamo per lo spazio e per l’interessante discussione che ne è saltata fuori. Ringraziamo tutte le persone che continuano a sostenerci credendo nel lavoro da noi svolto e tutti i nostri collaboratori piu’ fedeli, un saluto ai lettori di Metal Zone e a presto. Greetings from Sicily.


Intervista uscita il 14/05 sul web magazine www.hmp.it

Gli Envidhia sono una band con una lunga storia alle spalle e un nuovo CD che offre svariati spunti interessanti. Fautori di un sound che riesce a mixare generi differenti al fine di creare una "nuova ondata di death'n'goth" (nelle loro stesse parole), dimostrano tenacia, voglia di fare ed idee chiare. Benvenuti nel mondo degli Envidhia.

Come nascono gli Envidhia e quali le vostre precedenti esperienze in campo musicale?
Siamo nati agli inizi degli anni '90 creando delle composizioni inedite attraverso una particolare forma progressive rock e rimanendo in cantina per molti molti anni. Nel corso di un decennio abbiamo pubblicato diversi singoli e alcuni demo tape inizialmente sotto altri monicker (Superbia, Luxuria). Nel 2001 poi iniziammo a dedicarci a composizioni più complesse in stile melodic death metal, un rinnovamento che ci ha portati a condurre gli Envidhia in interessanti esperienze musicali: partecipazioni live in festival ed eventi vari in Sicilia, partecipazioni radiofoniche/televisive locali e in compilation underground. La nostra discografia recente consta in un MCD, Black Flowers, e l'ultimo promo album The Snare; entrambi sono promossi da distro italiane e ci hanno inserito ormai da qualche anno nella grande famiglia dell'underground rock/metal italiano.

Sul CD appare la scritta "a nu wave of death'n'goth". Da cosa nasce l'esigenza di definire immediatamente il vostro sound e quanto questa etichetta vi rispecchia in toto?
È un indicazione che sintetizza al meglio il nostro pensiero artistico, la nostra idea e il nostro multicolore genere musicale. Abbiamo coniato questa sorta di etichetta appositamente per far comprendere il senso della complessa visione e rappresentazione musicale che spazia dal nu al death al gothic e che ci permette di esporre nei giusti modi le tematiche che trattiamo nei brani.

Il vostro sound nasce dalla fusione di disparate forme musicali, quale ritenete che sarà il vostro ascoltatore ideale, colui che troverà in voi il proprio pane quotidiano?
Mi stai chiedendo una cosa veramente difficile e forse non sono in grado di delinearti un preciso profilo di chi si può avvicinare ai nostri ascolti e rimanerne fedelmente affascinato. Anche in altre interviste o articoli vari mi hanno propinato il disappunto che possono avere i classici nostalgici defender metallari soprattutto nei confronti dell'ultimo CD The Snare. Credo che la nostra non sia la solita proposta musicale che si rivolge ad alcune specifiche nicchie di amanti di un genere. È molto difficile, ci provo... Un estimatore degli Envidhia potrebbe essere una persona che abbatte le logiche del giudizio e delle barriere che escludono in genere la naturale e fondamentale predisposizione dell'uomo al nuovo, ad altro, alla conoscenza, alla vita. Escludere e assuefarsi su una cosa significa non conoscere ergo rimanere ignoranti, estirpare alla vita la possibilità di scoprire e di vivere. Nella musica come nella vita cogliere e combinare più aspetti, più idee, più forme, significa arricchire e completare ogni momento nel giusto tono, un'apertura che porta a una continua evoluzione e che esalta le nostre qualità distruggendo la paura di cambiare ed elevando lo spirito fino alla consapevolezza di se stessi, di quello che siamo veramente, della possibilità e dell'opportunità che stiamo vivendo.
Un estimatore degli Envidhia probabilmente non è un defender ma potrebbe anche diventarlo; un ascoltatore ideale potrebbe essere una persona che crede sentitamente nelle grandi passioni della vita, che si abbandoni alla scoperta e alla vitale conoscenza di altro... dimmi tu se potenzialmente non potrebbero esserlo tutti...

Avete utilizzato un sample da Matrix, cosa unisce questo film al sound degli Envidhia e al concept della band? Quali altri film sentite vicini alla vostra sensibilità?
Servirebbe un attenta lettura del testo, comunque sia quella parte di sceneggiatura del film Matrix è molto vicina concettualmente ad alcune cose trattate nel testo, "il mondo come una prigione che non ha mura che non ha sbarre che non ha odore, la prigione per la mente dell'uomo, che nasconde la verità"... chi conosce il film sicuramente saprà ricollegare il tutto con la nostra canzone "Your answers".
Anche nel precedente MCD Black Flowers in una song c'era un sample tratto da un film, questo perché comunque il cinema è un'altra grande passione che viviamo con intensa emotività e piacere, ci dilettiamo anche a fare dei corti e dei progetti multimediali così per hobby, in genere l'arte tutta ci influenza.
Come nella musica anche nel cinema ovviamente (soprattutto adesso) c'è una grande varietà di generi e di forme e sono tanti i film che sentiamo vicini e che secondo me sono davvero interessanti in senso tecnico registico e in senso chiaramente di contenuti espressi. Ultimamente sto esplorando con grande attenzione la filmografia del grande regista russo Andreij Tarkosky.

Quanto aiuta internet una band agli esordi? È davvero tutto più facile oggi o è sempre duro emergere dall'anonimato?
Internet ha ridotto le distanze e ha alimentato a suo modo la facilità di comunicare e può aiutare in questo senso ma credo che alla fine sia lo stesso, la band emergenti aumentano di giorno in giorno e c'è spazio per tutti; la speranza è che possano andare avanti quei gruppi e quegli artisti che veramente hanno qualcosa da dire e da dare.

Com'è la situazione nella vostra regione a livello musicale? Vi sentite legati ad altre band con cui collaborate o vi aiutate reciprocamente?
La scena siciliana sta crescendo molto seppur ancora in grande difficoltà per gli spazi live soprattutto; credo che a volte avvertiamo un certo senso di isolamento ma riusciamo a crederci e soprattutto a collaborare perché comunque molti colleghi che operano assieme a noi qui sono davvero degli ottimi professionisti... Non manca certo il materiale umano dedito alla musica, forse è necessario il dovuto tempo per diffondere al meglio questa linea di pensiero e quindi di musica, il tutto va contestualizzato in un ambiente di massa molto commerciale chiuso spesso nelle scontate logiche della visione dell'arte come intrattenimento.

Progetti futuri?
Per riabbracciare i lunghi anni in cantina stiamo preparando The Score From Genesis un remake dei singoli dalla genesi fino al cambio di monicker Envidhia. Oltre a questa nuova produzione, che sarà comunque un rare CD stampato a tiratura limitata, ci auguriamo di suonare il più possibile dal vivo non solo in zona per tracciare quella diffusione culturale di cui noi come tante altre band del genere abbiamo bisogno di ottenere per operare con più frequenza e a livelli sempre più adeguati. Videoclip e DVD live sono in corso...


14-05-2005
Michele Giorgi



Intervista uscita il 06/05 sul web magazine www.
metalloitaliano.it

Abbiamo scambiato quattro chiacchiere con Mario Giacalone, singer degli Envidhia, gruppo death/gothic con all'attivo diversi lavori e da poco usciti sul mercato con il nuovo "The Snare", un 14tracks distribuito da STD-Distro e caratterizzato da un sound interessante, che sposta le coordinate stilistiche della band verso nuove ed originali sonorità.

Cominciamo col presentare il gruppo al pubblico di Metallo Italiano.
Gli Envidhia nascono agli inizi degli anni '90 proponendo progressive rock sotto altri monickers per circa un decennio. Una lunga palestra fondamentale per la nostra crescita e le nostre vedute artistiche. Ci siamo evoluti ed arricchiti musicalmente col tempo e con tanti sacrifici, e da qualche anno ci siamo rinnovati proponendo una particolare forma death/gothic metal; operiamo a Trapani e non poche sono le difficoltà per suonare dal vivo o per emergere su circuiti adeguati, nonostante cio' abbiamo partecipato a diversi festivals ed eventi live vari qui in Sicilia e ci auguriamo di poter continuare un percorso sempre più degno dei nostri sforzi.

Voi avete realizzato 2 demo. Quali sono le differenze sostanziali sia a livello di sound che di songwriting?
Abbiamo realizzato un demo, un mcd e da poco abbiamo fuori un nuovo promo di 14 tracks. Dal primo demo a quest'ultimo capitolo "The Snare" sono tantissime le differenze sostanziali del nostro prodotto musicale che cerca sempre di più di esplorare sonorità nuove combinando diversi stili ed idee musicali. Ci presentiamo sotto l'indicazione "a nu wave of death'n'goth" perché il nostro genere è abbastanza variegato e complesso spaziando dal nu all'industrial, dal death al gothic e rimaniamo in continua evoluzione aperti a tutte le sensazioni e i sapori che accompagnano le nostre vite.

Il vostro è un sound che non mostra una direzione univoca. Quali sono le fonti di ispirazione del gruppo?
La principale ispirazione dei testi e degli arrangiamenti, quindi della proposta musicale tutta, è la nostra vita, si parte da noi e da quello che abbiamo da dire per poi legare alla musica che proponiamo le diverse sfaccettature che ci rappresentano ognuna con una sua indefinita direzione. Tutto quello che di buono le nostre orecchie in 30 anni hanno percepito nella musica ci ha certamente influenzato, dalla musica classica al metal estremo. Gruppi di riferimento tematici, In Flames, Dark Tranquillity, Novembre, Dark Lunacy, Blind Guardian, Pantera, Metallica e tanti altri.

Operate nella provincia di Trapani, una zona della Sicilia che vanta un'ottima presenza di band e di pubblico metal (Ancestral, Urto, etc... ). Quali sono i vostri rapporti con le altre band e quanto quest'atmosfera vi ha influenzati?
I nostri rapporti con gli altri colleghi sono ottimi cerchiamo sempre di confrontarci e di collaborare assieme per diffondere al meglio qui nella nostra provincia la linea di pensiero musicale che proponiamo. Seppur abbiamo conosciuto tardi le altre realtà del territorio stiamo cercando di buttar giu' un buon seme per valorizzare la nostra presenza sul territorio.

La domanda di rito: cosa pensate del metal italiano e siciliano nello specifico? E quale pensi che sia il futuro del metal nostrano?
Il metal vanta di ottimi nomi ed è una scena che si sta rafforzando pian piano con grande vigore. La scena siciliana soffre la sua posizione di vero e proprio isolamento ma anche qui si stanno riuscendo col tempo a creare quelle premesse fondamentali affinché i gruppi inediti e soprattutto quelli metal possano avere gli adeguati spazi per promuovere le proprie idee musicali. In questo senso siamo abbastanza ottimisti e fiduciosi per il futuro.

Mi piacerebbe conoscere le modalità di composizione degli Envidhia. Chi è il principale compositore della band e che tipo di apporto si richiede al resto del gruppo?
Io, Mario Giacalone, sono da sempre l'autore di tutti i testi e del 70% delle composizioni musicali. Pensare ad una completa egemonia sulla mia figura sarebbe sbagliato perché l'apporto degli altri componenti è fondamentale per gli arrangiamenti e per l'unione di idee che assieme sviluppiamo in tanti brani e realizziamo poi in studio e dal vivo.

Non vi ho mai visto suonare dal vivo. Su cosa si basa un vostro concerto? Puntate tutto sulla musica o visto il genere allestite anche un apparato scenico?
Noi operiamo a Trapani, Trapani città. In provincia per quanto riguarda il metal si sta meglio, nel senso che in provincia si sono sviluppate nella specifica direzione metal delle ottime professionalità mentre qui a Trapani molti musicisti hanno operato specificatamente su altri generi, e quindi mancano dei veri e propri musicisti preparati sulla materia. Noi ad esempio, per la mancanza di un batterista che sapesse usare la doppia cassa, ci esibiamo dal vivo con delle basi ed a volte abbiamo creato un singolare incesto coreografico credo molto interessante. Ci auguriamo che la nostra presenza qui possa contribuire ad arricchire anche le professionalità di molti musicisti che adesso iniziano a mostrare anche un certo interesse per il nostro genere…

Quali sono i vostri progetti futuri a livello discografico e live?
Per riabbracciare i lunghi anni in cantina stiamo preparando un rare cd, "The Score from Genesis", che sarà stampato a tiratura limitata, e che comprenderà tutti i vecchi singoli riarrangiati secondo le nostre attuali vedute musicali. Abbiamo della date in zona in alcuni festival locali e ci auguriamo di presenziare piu' palchi possibili in Italia in genere per avere maggiore visibilità e continuare a fare delle interessanti esperienze live. Tutte le date e i dettagli sul nostro sito www.envidhia.tk.

Ovviamente l'ultimo spazio è per voi!
Ringrazio Metallo Italiano per lo spazio che ci ha concesso e spero di vedervi presto on stage. Vi abbracciamo sentitamente, saluti a tutti i lettori di M.I. A nu wave of metal greetings…

Intervista di Mirko Montalbano


Intervista uscita il 28/03 sul web magazine www.entrateparallele.it

Dopo il debut album "Black Flowers", gli Envidhia ritornano con il loro nuovo promo cd "The Snare". Approfittiamo di questa imminente uscita per fare due chiacchiere con la band siciliana.

Ciao ragazzi e benvenuti su EP, direi di cominciare dagli inizi della vostra avventura musicale: come sono nati gli Envidhia, genere proposto, influenze.
Salve a tutti da Mario Giacalone. Gli Envidhia nascono agli inizi degli anni ’90 sotto altri nomi (Superbia, Luxuria etc…) come progetto di musica inedita e come realtà alternativa del nostro territorio di provenienza (Trapani - Sicilia). Una lunga cantina, fondamentale per il percorso ed il pensiero artistico della band, sia come genere che come proposta tematica e specifica dell’analisi del nostro periodo storico e dei contenuti in genere trattati in musica. Il monicker Envidhia fu definito poi nel 2001 con una nuova veste dedita a sonorità piu’ estreme in stile melodic death metal. Dopo un intensa attività discografica adesso ci siamo permessi di inventare la “nu wave of death’n’goth”, una nuova ondata di death e gothic metal. Questo è il nostro genere proposto. Influenze, le piu’ svariate, sostanzialmente tutte quelle che in 30 anni di ascolto le nostre orecchie hanno percepito di buono nella musica. Nella specifica direzione metal, In Flames, Dark Tranquillity, Novembre, Dark Lunacy, Blind Guardian, Pantera ed altri.

Al momento della registrazione del precedente "Black Flowers" la vostra line-up era composta solo da due persone, Salvo e Mario. Siete solo voi due anche in questo promo?
No. Adesso Salvo Siracusa collabora con noi come turnista e alla chitarra abbiamo da poco un nuovo elemento, Mohamed Gehmi. Da un anno a questa parte è entrato definitivamente in line up Peppe Di Grazia al basso. La line up in “The Snare” è comunque composta da me, Mario, Salvo e Peppe.

Cosa troveremo di diverso (se ci sarà qualcosa di diverso!) nel vostro nuovo "The Snare"?
Tutto. L’idea di un continuo rinnovamento e della necessità di cambiare, crescere, maturare, vivere, è essenziale per la proposta musicale ed è naturale per chi opera attivamente come noi e che aldilà del fare musica (o un genere specifico) a tutti i costi ha il proposito di dire e di dare qualcosa. Emozioni e sapori rinnovati ed in continua evoluzione esattamente come la vita. La mia, la nostra. In “The Snare” come genere, seppur presente un legame con le vecchie produzioni, il passato come sempre è ovviamente un'influenza che regola e modera il presente, si puo’ ascoltare la nostra nuova ondata di death e gothic metal, adattato a sonorità nu e realizzato sotto svariate forme, idee e stili musicali.

Siete rimasti soddisfatti delle recensioni del precedente ep "Black Flowers"? quali erano secondo voi i punti di forza o i punti deboli del vostro vecchio lavoro?
“Black Flowers”, grazie anche alle agenzie che avevamo alle spalle, ci ha in un certo senso proiettati sulla “grande scena underground”. E’ un lavoro che ha avuto un ottimo responso da parte di critica e pubblico e certamente io non sono in grado di dirti quali erano i punti di forza e i punti deboli. Le recensioni tutte ottime tranne quella vostra (chiaramente sto scherzando :)) perché il redattore ha indicato i cori come voci femminili mentre tutte le voci che si ascoltano sono le mie, armonizzazioni corali in falsetto alcune, vere e proprie opere chorus le altre ( fa nulla anzi ne sono rimasto lusingato :)).

Dopo un ep di 40 minuti, un nuovo promo di quasi 50 minuti con 14 tracce. Quali sono i vostri "segreti" per riuscire a produrre così tanto materiale di buona qualità? (se ben ricordo infatti "Black Flowers" è del 2004).
Non lo chiamerei un segreto ma piu’ che altro una realtà di fatto. Chi lavora attivamente come noi, qui nel nostro territorio, data la mancanza di adeguate strutture e in genere di eventi live, non ha alternative, quindi ci si dedica allo studio e alle produzioni (necessariamente).

A tal proposito, hai citato l'assenza di strutture e di eventi live in Sicilia, come spieghi allora il proliferare di tanti validi gruppi nella
vostra isola, in generi anche molto diversi fra loro, da voi, ai Thy Majestie, agli Ancestral, agli Inchiuvatu, ai Fuoco Fatuo, Noble Savage ecc.ecc.?

Beh non credo che la quantità di esperienze live faccia la bravura di un musicista o di un gruppo in genere… Ovviamente è fondamentale per la crescita e per la maturità di una band, il confronto con il pubblico è sempre qualcosa di magico che prescinde ad ogni modo da tutto, è indiscutibile, e qui in Sicilia pur soffrendo la mancanza di eventi c’è quell’ottimo materiale umano che hai descritto citando le bands capostipiti della nostra regione perché dietro a questi nomi ci sono degli artisti che hanno un percorso formativo musicale alle spalle non indifferente, anzi, impressionante.

Anche per la promozione di "The Snare" vi affiderete alle agenzie? come vi trovate (o come vi siete trovati) con queste associazioni che promuovono la musica underground in Italia (e non solo)?
Per un gruppo underground di provincia (soprattutto come detto qui in Sicilia) trovare un apparato che si occupa della distribuzione e della promozione estera di un tuo prodotto è molto importante; le difficoltà citate assieme ad altre questioni privano spesso alle bands emergenti di ritagliarsi un proprio spazio nella grande scena underground internazionale del metal. Da pochi giorni abbiamo trovato per “The Snare” un aggancio con la STD-Distro e ovviamente siamo molto lieti perché ci proietta verso lidi interessanti soprattutto in termini di promozione, che, è necessaria per quei gruppi emergenti di cui ti parlavo e quindi per noi è un punto di partenza che ci fa ben sperare di raccogliere nuovamente un buon consenso da parte di pubblico e di critica, e una visibilità degna dei nostri sacrifici.

Parlate spesso del vostro nuovo lavoro definendolo innovativo, coniando addirittura il termine "death'n goth" e realizzato anche con nuove sonorità. Non avete paura che queste novità possano disorientare il tipico Metallaro che ascolta i gruppi a testa bassa e li apprezza solo se sono cloni dei vecchi gruppi?
Paura… paura di essere se stessi? Di fare quello che si è? E di esprimersi per come si crede? Si dovrebbe fare musica solo per accontentare il pubblico? .. e nel caso specifico… si dovrebbe fare musica con la paura di far rimanere scontenti i nostalgici del genere?
Chi non ha l’apertura verso cose nuove e non riesce piu’ ad apprezzare le varie forme di pensiero che si sono sviluppate adesso nella musica in genere credo insomma che sia un pubblico diverso da quello che si rivolge agli Envidhia.
La musica come detto è come la vita… e la conseguente evoluzione che subiamo giorno dopo giorno ci fa vivere, nel bene o nel male ci fa crescere e ci regala nuove emozioni…Fondamentale per non morire freddi ed escludere banalmente quelli che magari diventano poi i grandi valori, i grandi amori, le grandi passioni…

Avete già realizzato in passato date live con gli Envidhia? in caso contrario, farete qualche data per promuovere il vostro nuovo "The Snare" ?
Si ovvio.. Nonostante le difficoltà qualche volta ci si esibisce (seppur a volte a livello pienamente underground)… Per quanto ci riguarda da 4 anni a questa parte qualche evento l’anno non è mancato.
L’anno scorso siamo stati al Temple of power metal festival di Agrigento e abbiamo diviso il palco con 4 di quelle bands che hai indicato come grandi nomi del metal siciliano. Credo infatti che sia stata l’esperienza piu’ interessante e più piena che abbiamo fatto fin qui. Per “The Snare” è in corso una programmazione per un mini tour live in zona….

Ultima domanda per voi, Mario, ne approfittiamo anche per farvi tanti in bocca al lupo per il futuro, dicci che cosa ci colpirà di più di "The Snare" dal momento in cui cominceremo ad ascoltarlo, e nella recensione che faremo noi di EP ti dirò se avevi ragione!
Non lo so, sono la persona meno indicata per osannare “The Snare”… Come già ti ho detto certamente ascolterete del “nuovo” e spero che possiate ricevere delle emozioni intense ed apprezzare quindi il nostro operato. Ringrazio lo staff di Entrate Parallele e vi invito tutti sul nostro sito ufficiale www.envidhia.tk .
A nu wave of metal greetings…

Intervista realizzata da Alessio-Thor.

Sito ufficiale degli Envidhia: www.envidhia.tk


..:: 2004 ::..
Intervista sul palco del TEMPLE OF POWER METAL FESTIVAL di Realmonte (AG) - 19/08 - Scarica il VIDEO

Intervista uscite il 27/08 su Metallized - www.metallized.it
Tre musicisti di Trapani cercano il successo sull'onda del g
othic-death metal. Cerchiamo di conoscere meglio gli Envidhia, un' interessante metal band del panorama underground italiano...

1) Cito direttamente dalla vostra homepage: Envidhia...Italian Extreme Melodic Death Metal... A nu wave of death'n'goth...Non si può dire che vi manchi la voglia di sperimentare nuovi sound! Come vedete la vostra evoluzione musicale fino ad oggi?
1) Saluti alla redazione di Metallized. Sono stato sempre in difficoltà nel descrivere il nostro genere perché qualsiasi etichetta o definizione sarebbe fondamentalmente stretta, cosi per racchiudere il senso della nostra proposta musicale ho coniato queste diciture anche se in realtà la nostra musica è difficilmente classificabile… E’ lo specchio della nostra anima, libera ed indipendente, nasce senza nessun condizionamento diretto ad emanare i contenuti e le idee che promulghiamo attraverso il nostro monicker e quindi la nostra musica, che si evolve nella stessa misura con cui ci evolviamo noi…

2) E' uscito da poco "Black Flowers", ma già compaiono nel sito le prime canzoni che faranno da apripista al prossimo full lenght, "The Snare". Che ne dite di commentare i nuovi pezzi in cantiere?
2) Si con piacere… “Black Flowers” ci ha decentemente presentati sulla scena, ci ha dato l’onore e il piacere di collaborare con ottimi special guests, anche se era un concept che risaliva al 2001. Prima che anche “The Snare” diventasse datato ci siamo messi subito a lavoro e la possibilità di dedicarci di più in studio ci è data spesso dalla mancanza di live e quindi dalla sofferta conduzione dal vivo del nostro gruppo qui in terra siciliana. “The Snare”… la trappola.. l’inganno… la gabbia delle menti umane che si ritrovano a vivere inconsapevolmente la propria esistenza. Il frutto di un sistema che ha nascosto l’essenza dell’uomo, un contesto etico-sociale dove nessuno sa in realtà cosa vuole e agisce respirando ad occhi chiusi. Consumismo, materialismo, perbenismo, ragioni di vita che hanno distrutto i valori essenziali, praticamente l’uomo stesso, il Dio (la figura a cui l’uomo si aggrappa perché non riesce a credere in se stesso) o piu’ semplicemente… l’amore. I vestiti di marca, l’estetica, la bellezza, l’apparire (non so.. la bella macchina, le sigarette che non ti puoi permettere ma che ti devi assolutamente permettere etc.. potremmo fare notte)… gusci che nascondono la verità dell’uomo che ha dato più rilevanza a quello che ha che a quello che è… i soldi.. motore che ha sostituito alcuni concetti sostanzialmente primordiali e atavici con parole come fottere, scopare, potere, condizionare, creare rapporti di convenienza (potrei continuare facendo mattina). Le celebrità, i reality shows, la pubblicità, le discoteche, la politica, l’America, la guerra, l’indifferenza comune ai fatti di cronaca quotidiani.. la ricerca di una speranza che, senza dii e altre solite figure strumentalizzabili, solo noi stessi possiamo realizzare… E’ necessario fare la differenza e dare le risposte giuste…”The Snare” presenta la situazione attuale secondo il nostro punto di vista e attraverso una proposta musicale come già detto … libera.. ascoltando le pre-produzioni non saprei che etichetta darti e non saprei descrivere ne genere ne altro.. Ve lo consigliamo ?… Vi riserveremo tante sorprese.. Si spazia comunque dal gothic al death, dal nu al black.. si tratta a mio vedere di una proposta inedita ed esclusiva che spero riuscirà a distinguersi in questa grande folla di artisti e pseudo-artisti.

3) Gli Envidhia attualmente constano di tre musicisti. Come gestite la situazione live? Non avete difficoltà nel rendere al meglio la vostra proposta musicale?
3) Proveniamo da un piccolo paese in provincia di Trapani.. è molto difficile operare qua ma nonostante tutto ci dimeniamo molto per concretizzare il progetto Envidhia e non potendoci disfare di questa passione abbiamo trovato dei compromessi che realizzano quindi lo stesso. Drum machine e keys che escono da basi, un bassista, un chitarrista e la voce. Per noi è una necessità e spesso magari il pubblico non capisce che dietro ad una base c’è il lavoro (quante mie notti) di uomo che costruisce il tutto pezzo per pezzo, secondo per secondo.. spero comunque che aldilà della veste e dei componenti in line up si possa apprezzare lo sforzo e il duro lavoro condotto dagli Envidhia e che arrivi il messaggio e la forza delle nostre idee.

4) Rimanendo sull'argomento... ho notato un cambio di line up! Che fine ha fatto Salvo Siracusa, chitarrista e tastierista di "Black Flowers"?
4) E’ venuto a trovarmi a casa mia qualche giorno fa e abbiamo discusso dei nostri progetti futuri… adesso diversi semplicemente per problemi ed impegni personali che hanno allontanato Salvo dal contribuire alla causa Envidhia. E’ stato il mio braccio destro per anni, è un musicista molto dotato, ed è stata molto dura all’inizio per me ripartire.. ma si ritorna a quella logica che ti fa dimenare per continuare, motivo per cui non posso fermarmi e privarmi di me stesso lavorando per quello in cui credo. Cosi ho messo su una nuova line up consapevole che questa andrà molto lontano e sperando di toglierci belle soddisfazioni…

5) Nelle recensioni degli ultimi giorni si sprecano i complimenti alle doti vocali di Mario Giacalone. Qual'è stato il suo percorso formativo? Che consigli si sente di dare alle giovani leve che vogliono cimentarsi nel ruolo di singer?
5) Mario Giacalone. Ho 26 anni e ho iniziato a cantare e suonare la chitarra a 10 anni. A 13 anni ho poi pensato di fare seriamente e ho iniziato a studiare entrambe le materie fino ad oggi e cosi mi permetto di presentarmi come singer. In realtà il mio percorso è molto piu complesso… A 16 anni ho iniziato a cantare con gruppi cover ed altri progetti collaterali e poi a 19 ho iniziato a studiare basso e ritmica con un noto bassista jazz della scena locale. A 21 anni mi ritrovavo a suonare la chitarra con un gruppo, il basso con un altro, a cantare con un paio di gruppi (Hard Rock, Heavy/Thrash metal) e a suonare la batteria e la tastiera in cantina con gli amici… a 23 anni poi mi sono inventato gli Envidhia… Consiglio ai giovani di seguire le proprie vocazioni e le proprie passioni (dovete sentirle..) cercando di tuffarsi in esperienze gradite con competenze e professionalità… poi dipende dal livello che si vuole raggiungere ma se oltre al talento ci si completa con didattica e creatività si puo’ pensare seriamente di fare qualcosa di concreto…

6) Qual'è la molla che vi spinge a scrivere? Quali sono i principali spunti ideologici e narrativi alla base dei testi?
6) Non vorrei dare il senso di un egemonia fin troppo completa perché non sarebbe vero ma sono l’unico autore da sempre di tutti i testi degli Envidhia e forse mi sono dilungato troppo a riguardo di “The Snare” forse perché a discapito della veste, dell’apparire e (forse) anche della produzione la vera forza saranno proprio i contenuti che oltre a condurre una protesta sociale sentita traggono spunto da esperienze personali molto forti e da un analisi illuminata del nostro periodo storico.. il nome Envidhia riassume un po’ di contenuti ma sarebbe riduttivo.. le fobie e le perversioni psicologiche dell’uomo sono cosi’ tante che non si smetterebbe mai di scrivere…

7) Com'è il vostro rapporto con la Sky Pro Media? Siete soddisfatti di questa collaborazione? E' stato difficile arrivare alla loro promozione?
7) Il nostro rapporto con la Sky ora Music Pro Media sta volgendo al termine. E’ una agenzia che sfrutta ottimi canali per la promozione e la distribuzione sia in Italia che all’estero dei lavori delle bands ci siamo arrivati grazie al promo di “Black Flowers” e siamo abbastanza soddisfatti dell’operato di questa piccola grande realtà al supporto soprattutto delle metal bands underground. Sotto la conduzione della MPM abbiamo dato “Black Flowers”, il nuovo singolo “I believe it” e abbiamo partecipato ad “Italian Metaland”, una compilation fatta da 15 metal bands italiane. Spero che anche “The Snare” possa usufruire del dovuto supporto di qualche label o agenzia.

8) Passiamo ad una nota dolente: la situazione live nel sud Italia. E' risaputa la difficoltà incontrata dai musicisti (soprattutto metal, credo) nel trovare locali disponibili. Come avete risolto il problema, e come vedete l'evoluzione del problema?
8) Problema serio. Qui nella Sicilia occidentale abbiamo maggiori difficoltà credo che nell’altro versante.. vedo Catania o Messina e in genere l’altra sfonda della Sicilia molto piu’ attiva, in forte crescita a riguardo di locali ed eventi. Qualcosa in realtà si sta muovendo.. Noi saremo il 19 al Power of Metal Festival di Realmente ad Agrigento assieme ad altre grandissime realtà che operano in Sicilia.. Saremo poi in zona in un altro evento ma è quasi impossibile poter iniziare un percorso concertistico degno perché alla fine di un anno 4/5 esibizioni sono quasi tante… Locali non se ne parla.. le manifestazioni e i festival ci stanno tirando un po’ fuori e conferendo con i miei colleghi isolani vedo tanta carica e determinazione sono quindi abbastanza ottimista e fiducioso per il futuro… Qui c’è un ottimo materiale umano impegnato nel metal, bands eccellenti e soprattutto abbiamo tanto da dire e da dare…

9) Uno spazio tutto vostro per far sentire la vostra voce su Metallized... a voi la parola! Un grazie agli Envidhia per la disponiblità!
9) Vi ringraziamo sentitamente e invitiamo tutti i lettori a visitare il nostro sito web www.envidhia.tk . Fin quando continuerete a seguirci noi non ci fermeremo mai… voglio ringraziare tutte le persone che collaborano e credono in noi.. sarebbe una lunga lista che abbraccio affettuosamente… Salutiamo tutti i fans e gli estimatori che si rivolgono a noi come strumento di ascolto dando un forte senso di presenza e di appartenenza al nostro lavoro.. a nu wave of metal greetings!!!

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Intervista uscita il 24/05 su Trapanimag - www.trapanimag.too.it

Ti accogliamo con piacere tra le pagine di Trapani Magazine chiedendoti di presentare la vostra band ai nostri lettori...
Grazie innanzitutto per lo spazio che ci avete concesso. Gli Envidhia nascono 3 anni fa per via della mia idea di presentare nel territorio locale un gruppo musicale che potesse proporre qualcosa di diverso e di originale. Ho cercato di creare una band che potesse rompere gli schemi per l'insoddisfazione del momento musicale e delle precedenti esperienze. Cosi iniziammo a fare cover rimanendo in giro nella nostra provincia con serate ed eventi vari. Dopo alcune scelte la nostra line up si è definita in un secondo momento quando iniziammo a fare metal e buttare giu delle idee per produrre in direzione inedita. Abbiamo mescolato le nostre mille influenze e il risultato è la nostra discografia, un singolo, un demo e adesso l'mcd "Black Flowers".

Come nasce il nome Envidhia? parlaci del genere proposto e delle vostre influenze musicali...
Il nome Envidhia nasce da una mia trovata.. ho "commercializzato" un concetto fondamentale degli ultimi processi storici, umani e sociali che ci vedono ai nostri giorni colmi di fobie e perversioni, eticamente sconfitti ed incosapevolmente presenti in un periodo dove il possesso del nostro dono trae attraverso sentimenti e vocazioni inacettabili uno scopo apocalittico prevalentemente triste ed inaudito. L'Envidhia è il motore che fa correre la macchina del nostro tempo, un grido di dolore che si perde nelle braccia della speranza, la speranza che l'amore ( chiamalo anche Dio se vuoi è uguale) possa regnare, o quantomeno prevalere sul suo figlio opposto.
Non saprei dirti con esattezza il genere proposto; "an epic wave of death'n' gothic metal" è un etichetta che ho coniato per sintetizzare (riduttivamente) la nostra espressione musicale ma di fatto la mia musica è la mia anima, non esistono definizioni... La musica per me non è solo un espressione artistica di un pensiero ma è fondamentalmente lo strumento che da una logica ed una ragione alla mia vita.
Le influenze sono tutte quelle che le mie orecchie con passione hanno percepito di buono in quasi 30 anni di ascolto musicale attento.

Quanto è difficile operare nel nostro piccolo pezzo geografico e cosa pensate della scena locale artistica, esiste?
Bisognerebbe chiarire bene l'accezione della parola "scena". Se intendi che comunque c'è qualcuno che produce e si dedica si, sparso qua e la in provincia, si esitono diverse forme artistiche interessanti. Se intendi un parco di scelta in cui ognuno realmente si sente presente ed appartenente a questa classe professionisitica e che ha l'intento quindi di mantenere e perdurare a Trapani un contesto culturale mirato alla diffusione e all'esposizione dei proprio talento ( e ce ne sono credimi moltissimi, altri ancora sono inconsapevoli e nascosti) credo sia diverso. Oltretutto mi pare di percepire che non c'è volonta alcuna nell'intento di mettersi in gioco di fatto abbracciando colleghi e non disdegnando collaborazioni e progetti condivisi interessanti. Penso che non ho bisogno di dirti se è difficile operare qui nel nostro territorio. Trapani non ha voluto e non vuole una scena ecco perchè vedo continuamente aprire nuove discoteche ed ecco perchè chiaramente non ci sono spazi tematici e specifici per le diverse forme artistiche.. ma qualcosa si sta muovendo (la speranza...) ...

Qual'è la differenza tra la conduzione di un gruppo cover per serate nei pub e quella concertistica di un gruppo artistico inedito?
Un gruppo che fa solo cover ha l'intento di divertirsi e sicuramente di non evidenziare un pensiero proprio. Un gruppo inedito oltre ad avere chiaramente "delle idee" pensa di lasciare un segno storico, anche solo per una persona. Questa è la differenza. Obiettivamente penso che un gruppo puo fare entrambe le cose per dire la propria divertendosi perche poi alla fine l'intimità musicale di un gruppo deve trovare questo momento necessariamente.

Come vi siete collocati nella scena italiana musicale cosa pensate in particolare di quella metal e rock e come vedete l'attuale sistema del mercato discografico?
La mia esperienza personale disegna un quadro che a mio modo di vedere è indiscutibile. Molte bands anche se non hanno nulla da dire nascono solo per l'esibizione o per l'affermazione. Molte case discografiche cercano di agganciare solo gruppi che, anche se non hanno nulla da dire, riescono a vendere il piu possibile.. L'attuale sistema discografico sta distruggendo l'arte.
Noi siamo una delle tante ( o poche) underground metal bands che rincorre il sogno di fare sognare e di poter fare arrivare il proprio messaggio il piu lontano possibile..

Quali saranno le prossime mosse degli Envidhia? Ci sarà modo di vedere la vostra band come altre più frequentemente dal vivo? quali sono i problemi legati a questi spazi? Parlateci in genere dei vostri progetti futuri...
Dopo lunghi ed intensi 6 mesi di studio per l'uscita di "Black Flowers" ci stiamo dedicando alla sua promozione e presto cercheremo di comporre tutti i pezzi necessari per le uscite live, la line up è nuovamente completa e spero definitivamente di far decollare gli Envidhia ancora una volta. Presto cosi' spero di potervi vedere in giro nei nostri live events, in studio si continua come sempre...

In conclusione ti auguriamo buona fortuna per tutto.. a voi spazio bianco per gli ultimi commenti e i saluti ai lettori di TrapaniMag..
Ringrazio la redazione di Trapani Mag e saluto tutti i lettori dandovi appuntamento presto on the road. I ringraziamenti sarebbe tantissimi mi limito a salutare tutti i miei veri amici e tutte le persone che mi hanno sostenuto ed aiutato dando un senso al mio lavoro credendo nel progetto Envidhia.

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Intervista uscita il 23/04 sul webmagazine Dheadbangerszine.com
Abbiamo raggiunto Marius, cantante e leader degli Envidhia, giovane gruppo siciliano ancora sconosciuto ai più, ma che si sta dando molto da fare per portare avanti le proprie idee e la propria musica con una passione e una determinazione lodevoli… (Dulnir)

Ciao Marius… inizia a presentare gli Envidhia a chi ancora non conosce bene il tuo gruppo…
Un saluto a te e a tutti i lettori di Dheadbangerszine; gli Envidhia nascono 3 anni fa esatti (aprile ’01) inizialmente come cover metal band (Metallica, Iron Maiden); sin dall’epoca avevo progettato una band che potesse rompere gli schemi e diffondere nella nostra “povera” zona (Trapani – Sicilia) un nuova ondata musicale e i percorsi condotti fin qui ci vedono adesso impegnati in una particolare forma di musica che assembla diversi generi, death, epic, gothic e persino nu metal. La nostra idea è quella di non essere clone di nessuno e di proporre quindi una forma musicale esclusiva ed originale. Sostanzialmente la musica degli Envidhia è il canale di un espressione artistica assolutamente libera, aperta e senza compromessi, esattamente come le nostre anime.

Come mai avete deciso di registrare da soli il vostro cd e di autoprodurlo?
Perché attraverso la nostra agenzia (Sky Pro Media) abbiamo avuto modo di usufruire di tantissimi canali promozionali affinché la distribuzione di “Black flowers” fosse capillare e soprattutto presente nei circuiti specifici e tematici del metal internazionale. Abbiamo sfruttato un momento che ci ha dato e ci sta dando diverse soddisfazioni, ospiti speciali ed altro.

Vi definite melodic death, ma nel vostro sound ho riscontrato anche una forte componente gothic. Sbaglio? Quali gruppi vi hanno influenzato maggiormente?
Come detto prima “melodic death” è un etichetta stretta ma che in sintesi racchiude il nostro pensiero artistico (adesso ci siamo inventati l’etichetta “an epic wave of death’n’goth”). “Black flowers” riserva parecchie tinte gothic, altre epic, altre ancora indefinibili forse perché le nostre influenze sono tantissime e alla fine in fase di produzione nessuna. Comunque le bands che ci hanno influenzato nel corso di questi anni sono certamente In Flames, Dark Tranquillity, Novembre, Dark Lunacy (giusto per essere coincisi).

Per il genere che suonate pensate sia più importante la tecnica o la passione? In che percentuale dilazionate le due cose?
Io credo che, come tutte le cose di questa nostra vita, la passione è fondamentale, la didattica è un contorno necessario e sostanziale. Noi lavoriamo liberamente consapevoli della nostra provenienza e del nostro percorso; non dobbiamo dimostrare nulla a nessuno, chi ci conosce da una vita sa che i quasi trentenni Envidhia suonano da circa 20 anni e che sono i padroni assoluti di quello che suonano. Credo che chi ci ascolta può chiaramente capire che non siamo gli ultimi arrivati ma che non suoniamo per sfoggio o per mera esibizione, questa purtroppo è spesso la virtù di chi non ha nulla da dire…

Quali tematiche trattate nei vostri testi? E chi si occupa della loro stesura?
Tutti i testi degli Envidhia nascono dalla mia mente... Butto giù le mie idee da cantare e la scelta della lingua inglese è un arma a doppio taglio, non sempre ne sono soddisfatto anche se sono pienamente convinto della sua validità. Temi di cronaca, temi sociali visti attraverso una chiave di protesta e di sentenza (mi permetto di giudicare), perversioni psicologiche e tutto quello che di bello/brutto la mente umana riserva, sistemi falliti e valori dispersi, fobie e gridi di dolore che a volte abbracciano la speranza... “Black flowers” oltre a queste tematiche racchiude anche un concept piu cupo ed esoterico, blasfemo ed inebriante, esattamente come i “Fiori neri”.

Voi venite dalla Sicilia, vi sentite comunque parte della scena italiana o il fatto di essere così ai margini della penisola in qualche modo vi danneggia o vi limita? Com’è la situazione lì da voi? Nonostante tutto i gruppi siciliani sono molti... C’è una “scena”?
Sì, grazie ai supporti tecnologici informatici ci sentiamo della “grande famiglia italiana metallara” anche se mi sembra evidente che il distacco fisico di fatto costituisce un limite palese. Siamo bene o male presenti nei circuiti tematici del metal, abbiamo diversi contatti e amicizie, però qui in Sicilia si soffrono tante cose, soprattutto in termini organizzativi. Penso sentitamente che in Sicilia esiste una scena, abbiamo tanti buoni gruppi che cercano di confrontarsi costruttivamente, è però una scena fragile e questa debolezza non si riferisce esclusivamente alla musica metal ma all’organizzazione e la gestione in genere di strutture, locali e quindi eventi e momenti d’incontro interessanti.

Com’è la situazione live lì da voi? C’è possibilità di suonare? Come reagisce la gente?
La situazione live è proprio uno dei problemi più seri, ci sono poche possibilità, credo che per i gruppi inediti artistici un paio di eventi l’anno siano gia tanti e questo è un grosso danno anche per quella fetta di pubblico e di estimatori che risponde puntualmente (in quelle rare occasioni) con grande interesse ed affetto. Quindi il seguito c’è e potrebbe esserci sempre in misura maggiore se ci fossero più opportunità… Vedo la Sicilia ancora legata troppo ad alcuni canoni tradizionali forse è per questo che si scommette poco e non si da spazio ai gruppi inediti, noi assieme a tutte le altre bands siciliane stiamo spianando il terreno ai futuri figlioli della famiglia italiana del metal e stiamo vivendo per un contributo importante che rende omaggio alla nostra terra cercando di sfatare luoghi comuni e solite assuefazioni commerciali.

Avete mai pensato di inserire melodie o sonorità delle vostre terre nei vostri brani, magari usando anche strumenti tradizionali? Un po’ come hanno fatto gli Orphaned Land, per intenderci…
Certamente… qualcosa del genere in “Black flowers” si sente anche se oggettivamente poco. La componente folk ci affascina molto, le melodie tradizionali siciliane sono di una bellezza rara ed assoluta. In alcuni momenti più melodici si può avvertire questo nostro patriottismo, ma il tutto ripeto è in forma embrionale… in itinere in realtà c’è qualcosa ma non volevamo svelarlo... e comunque... non smetteremo di stupirvi…

Gli Envidhia sono multimediali? Come vedete il rapporto musica/internet? Minaccia o veicolo promozionale?
Come detto prima è grazie ad internet che abbiamo molti contatti ed amicizie; tutto questo ci ha avvicinato alla scena e ci da possibilità di conferire e confrontarci con la casa comune metallara. Come in ogni cosa è bene l’uso e non l’abuso... un mp3 da scaricare va bene, i servizi promozionali offerti dalle zines vanno bene, il guestbook, che so, va bene pure, va bene tutto quello che usato nella giusta maniera lascia l’adeguato spazio ad altre cose giuste e non dannose… ma non dobbiamo perseverare o/e semplicemente immaginare che tra 20 anni non esistano più i cd, sarebbe la fine…

A te la parola, concludi come preferisci…
Ringrazio Dheadbangerszine per lo spazio e invito tutti i lettori su www.envidhia.tk; colgo l’occasione per salutare le tante persone che ci hanno appoggiati e sostenuti, baci e ringraziamenti; a presto – an epic greeting of death’n’goth…


..:: 2003 ::..

Albums of Purgatory interview Envidhia.
Intervista del 08/08/'03 uscita il 10/09/'03 sul magazine inglese Albums of Purgatory - www.albumsofpurgatory.com

Firstly, whats the band up to right now?
Hailz we are Envidhia, melodic death metal from Sicilia (Italia). We are searching components to complete our line-up so we can have live events and other. Our first demo-cd "The Plague" will be recorded again with others new songs in a professional studio to have a promo-cd. Then we can send it to labels and majors and we hope to sign a deal.

How would you describe the Envidhia sound?
Our sound is a mix of melodic death,gothic,dark and nu metal. We have a lot of influences but our guideline is swedish...

How did you get involved with the band?
I founded Envidhia two years ago with Salvo (guitars). We have started a death metal way and Envidhia is only our vocation...

Can you remember your first gig (how did it go)?
I don't rember exactly.. but i think no special.

Are you involved in any other projects and if so how do they compare to Envidhia?
No, Envidhia is my only band at the moment. A lot of artists have requested my vocals services and i help everything but in my mind there is only "my" band Envidhia. The same for Salvo.

What are your favourite Envidhia tracks?
All

What are your favourite all time songs?
It's very hard answer... I thing that there isn't one.. My favourite songs all time are very much.

What the first record you ever bought?
I don't remeber. it's very far the first album i'v bought. I think something rock, aor

Which album was it that got you into metal and can you explain why?
But i don't remeber also this... i'm born with rock/metal music... Anyway i think Metallica but i'm into metal not for Metallica or Iron Maiden but for my metal heart. I think also In Flames have changed forever my music vision.

Whats the last album you purchased and what did you think of it?
Reroute to Remain of In Flames. Music is evolution!!!

What would be your dream band line-up?
Mike Portnoy - drums
Alain Caron - bass
Demetrio Stratos - vocals
Chic korea - keys
Winnie Moore - guitars

If you could do a cover for a tribute album to any band, which song of which band would you pick and why?
I'd like to do a cover of Metallica.. "Master of Puppets" is a masterpiece all over time.

What do you think of the position of metal and music in general today?
I think metal market is immature. There is a great scene in the world but other kind of music are better as market, commercialy.

Which other bands stand out for you at the moment?
Dark Lunacy!!! They are another italian melodic death metal band. I think that Dark Lunacy will conquer all the world. A greatest melodic death idea, very good!!

Do you have any funny stories about the band you can share with us?
When in an our live event (into a church saloon for a birthday party) my microphone was broken and i have started to blaspheme on 300 people.. ihihihhi

and finally, what do you see in the future for Envidhia?
I hope to sign a deal with a label so we can start a professional way into international metal scene. We are working.. hardly!

Thanks again for the interview and good luck for the future.
Very thanks to you, we give appointment to all in our website www.envidhia.itgo.com.

Answers of Mario Giacalone - singer Envidhia


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Intervista del 04/08/'03 uscita il 06/09/'03 sul webmagazine www.attikmusic.com

Ciao Mario e benvenuto nelle nostre pagine.. presentaci gli Envidhia...
Salve a tutti e grazie dell'accoglienza. Gli Envidhia sono una melodic death/gothic/dark/nu metal band proveniente dalla provincia di Trapani. La nostra età media è sui 25, suoniamo singolarmente da piu di una decina d'anni, assieme da circa 2 anni e mezzo.

Tu sei il fondatore della band.. parlaci del vostro cammino fin qui..
Ho prospettato gli Envidhia nella mia mente circa 3 anni fa. Pensavo di costruire una band diversa dalla solite balle commerciali e ho trovato nel metal il veicolo adatto per trasfondere il mio messaggio artistico in musica. Avevo la necessità di definire il tutto con qualcuno e mi sono ritrovato Salvo, un ottimo musicista, molto creativo e capace, e da allora in poi abbiamo iniziato un percorso compositivo che dopo lunghi mesi ci vede soltanto adesso con un demo all'attivo. All'inizio facevamo cover dalla n.w.o.b.h.m. abbiamo cambiato diversi componenti, ma senza esito; poi ci siamo definitivamente rinnovati come genere e come proposta artistica cosi grazie alla nostra tenacia e determinazione ci siamo chiusi in studio tutti e due e abbiamo sfornato i 7 brani di "The Plague".

Parlaci di questo vostro lavoro discografico...
"The plague" come ti dicevo è stato concepito tempo fa; abbiamo condotto un intensa attivita compositiva e il risultato sono 4 full songs, un intro, un outro e un pezzo acustico. Abbiamo avuto qualche problema in fase di scrittura dei suoni ma di fatto alla fine il prodotto ci soddisfa pur non accontentandoci. Il nostro stile musicale si è ben legato con i temi proposti, abbiamo creato un ensemble di sonorita' death metal con sfumature gothic e dark, melodia e potenza estrema.

Bene.. adesso parliamo allora di testi.. vedo che sei autore dei testi degli Envidhia, cosa ci racconti nelle tue canzoni? Sono a sfondo autobiografico? Dove nasce la scelta di cantare in inglese?
Bella domanda! La scelta della lingua inglese è molto semplice.. la lingua angolofona è la padrona assoluta del mondo quindi ho pensato di scrivere e cantare in inglese per dare la possibilita a piu' persone possibili nel mondo di capirci. Se avessi cantato in italiano sarebbe stato riduttivo, limitativo, avrei ristretto solo all'Italia il messaggio proposto. Abbiamo voluto quindi che i contenuti arrivassero dappertutto, in tutto il mondo. I temi trattano il disagio dell'umanita, temi sociali di cronoca, dalla pedofilia alla brama di potere, il male in genere con tutte le sue sfaccettature, temi di protesta e ribellione contro il sistema sociale, politico ed economico. In "The Plague" infatti le liriche che ho scritto sono una sorta di concept filosofico sulle fobie e le perversioni psicologiche dell'uomo.. niente nasce a caso.. le esperienze personali, la vita in genere è sempre la nostra musa ispiratrice.. quindi hanno anche uno sfondo autobiografico...

Bene alleggeriamo un po l'intervista... Provenite da un piccolo paese siciliano.. quanto è difficile operare nella vostra zona?
Si, proveniamo da Valderice, un piccolo paese della provincia di Trapani. Operare nella nostra zona è difficile perchè non ci sono spazi per suonare dal vivo e non ci sono musicisti validi con cui collaborare. La mentalita' comune e convenzionale della nostra zona ci esclude da alcuni circuiti dando spazio solo ad esibizionisti da palchetto, che magari fanno delle cover con 4 accordi e niente di piu'. A noi sinceramente interessa la scena internazionale, cioe' quella che conta. Vedo comunque che alcune cose stanno cambiando e comunque Trapani è davvero un caso isolato. Basta andare a Palermo o in Sicilia in genere si sta sviluppando un interessante ambiente metal. Spero comunque di educare il cittadino del mio paese ad ascoltare la nostra musica, affinche' possa capire il nostro messaggio artistico e che quindi la nostra presenza possa essere indicativa di un cambiamento degli standard d'ascolto soliti. So che il nostro seguito sarà ristretto perche' proponiamo un genere che non tutti possono magari apprezzare ma di questo ne siamo sempre stati consapevoli. Ma la nostra anima è questa, abbiamo tante cose importanti da dire e in un certo modo, non mi interessa il palco se finalizzato solo ad esibizione casuale, mi interessa dire le nostre cose e in un certo modo, con un certo tono. La differenza tra arte e pseudo-arte è proprio questa...

Se potessi dividere il palco con un vostro big preferito.. chi sarebbe?
Ma, nei mie sogni ci sono gli In Flames e comunque ce ne sarebbero davvero tanti. In realtà mi piacerebbe dividere il palco con chiunque.. chiunque propone un interessante forma artistica musicale.

Parlaci del vostro momento attuale e dei progetti futuri che volete realizzare...
Attualmente stiamo completando la line up per diffondere il piu possibile la nostra musica dal vivo... Stiamo lavorando su alcune nuove composizioni, in futuro ci chiuderemo di nuovo in studio per un promo da inviare ai produttori discografici.

Scusa se rubo ancora un po' del tuo tempo ma siamo in dirittura d'arrivo... volevo chiederti, come vedi il mondo metal a confronto di quello di altri generi?
Tasto dolente... penso che ancora il metal sia molto debole come industria, un po acerbo come sistema. Di certo non è ai livelli del pop o di altra roba commerciale perche (non tutto) il metal non lo è. La macchina dei prodotti metal è ancora in sordina ma è bene che tutti gli artisti metal continuino ad andare avanti per la propria strada per crescere tutti assieme. Vedo comunque che il metal è in continua crescita e credo che tra qualche anno (eccessivi affollamenti sulla scena a parte) si piazzerà ai livelli degli altri generi. Ci sono ancora tante cose da sistemare, dalla siae all'enpals e ancora al sistema discografico di per se'. Le etichette indipendenti e i prodotti self financed devono trovare anche loro la giusta collocazione nella sfera del mercato.

Bene Mario, l'intervista è conclusa.. ti ringrazio della tua disponibilità e lascio terminare a te...
Io ringrazio voi per il supporto, saluto tutti invintandovi a visitarci nel nostro sito www.envidhia.itgo.com. Spero presto di darvi nota sui nostri prossimi appuntamenti, sulle nostre mosse... Colgo l'occasione qui per fare alcuni ringraziamenti sentiti. Voglio ringraziare tutti i miei amici e le mie amiche che mi hanno seguito e spronato in questa nostra attività musicale. Voglio anche salutare i nostri fans per il continuo supporto che ci forniscono. Grazie di cuore a tutti. Stay death!

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Intervista uscita il 4 Agosto '03 sul webmagazine www.rawandwild.com

PER INIZIARE RACCONTATECI COME NASCE LA BAND (BREVI CENNI BIOGRAFICI)
Un caloroso saluto a tutti i lettori del vostro magazine. Gli Envidhia nascono 2 anni e mezzo fa circa con il proposito di sfornare un prodotto innovativo ed estremo e operando in un contesto geografico italiano musicalmente assente e socialmente a pezzi abbiamo trovato nel death metal il nostro strumento di comunicazione adatto per trasfondere il nostro messaggio musicale, un idea artistica che racchiude il senso del disagio umano...

DESCRIVETECI I VOSTRI ULTIMI LAVORI
Due lavori self-financed. Prima del nostro demo d'esordio abbiamo fatto uscire un singolo promozionale ovvero "I hate my name" assieme ad altre due versioni della stessa song. Da poco abbiamo terminato i lavori del nostro primo demo "The Plague" che contiene il singolo citato piu altre 6 tracks in stile melodic death/gothic/nu.

QUALI SONO LE BANDS CHE PIU' HANNO INFLUENZATO IL VOSTRO SOUND?
Credo che piu' di aver influenzato il nostro sound hanno influenzato la nostra idea musicale intesa come genere proposto. In Flames, Dark Tranquillity. Il sound a causa della produzione audio/fonica non perfetta non ci soddisfa dei risultati raggiunti nella scrittura dei suoni soprattutto delle guitars ma aldila' di questo siamo soddisfatti di "The Plague".

QUALI SONO LE TEMATICHE DEI VOSTRI TESTI?
Le fobie umane, le perversioni psicologiche, il disagio in genere dell'umanità, la decadente visione "commerciale" della societa' a discapito dei valori etici puri. Essenzialmente i temi che trattiamo sono quelli che il nostro periodo storico ci mette sotto gli occhi. Temi sociali, di cronaca, filosofici, introspettivi, di grande rabbia e di forte protesta!

AVETE AVUTO LA POSSIBILITA' DI ESIBIRVI DEL VIVO? COM' E' STATA FIN ORA LA RISPOSTA DEL PUBBLICO?
Dopo queste uscite discografiche ancora no perche dobbiamo completare la line up. Prima di questi lavori in studio si, facevamo cover della N.W.O.B.H.M. ed altro. La risposta del pubblico è sempre stata buona, debbo dire obiettivamente che non passiamo inosservati e non lasciamo indifferenti nessuno di certo.

COSA LEGA LA BAND NELLA VITA DI TUTTI I GIORNI?
Non soltanto la musica e il confronto artistico che condividiamo. Siamo amici di fatto, siamo una band anche nella vita con i nostri propositi e con le nostre idee che quasi sempre vertono nella stessa direzione, negli stessi interessi. La nostra musica è poi il piu alto momento d'aggregazione creativo, ma anche nella vita quotidiana viviamo serenamente tante esperienze, condividiamo tanti momenti.

COSA PENSATE DELLA SCENA METAL ITALIANA? CREDETE CHE QUALCOSA STIA CAMBIANDO?
Tutto cambia di giorno in giorno.. e seppur alcuni processi possono essere lenti tutto si evolve, cambia.. come noi. Siamo noi!

RAW & WILD TRATTA PRINCIPALMENTE METAL ANNI '80. COME VEDETE QUESTO ERIODO DAL PUNTO DI VISTA CREATIVO?
Gli anni '80 hanno certamente fatto la storia, hanno segnato intere generazioni, hanno influenzato la moda, il costume, hanno creato uno stile di vita, hanno dato il via a tutto questo, hanno preparato la strada, la nostra strada.

PROGETTI FUTURI ED EVENTUALI CONCLUSIONI
A line up completata pensiamo di esibirci il piu possibile per diffondere la nostra musica dal vivo. Non ci fermiamo mai di comporre, quindi "The Plague" ovviamente avra' un seguito. Non ci ferma piu' nessuno. In conclusione voglio ringraziare voi dello staff di Raw and Wild per questa intervista, vi invito a continuare in questo eccellente lavoro di supporto a favore dell'underground e alutandovi invito tutti i vostri lettori a visitarci nel nostro sito www.envidhia.itgo.com. Rendetevi presenti e partecipi, salutateci nel guestbook, diteci la vostra, siamo lieti di creare un confronto con tutti. Melodic death byez.


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Intervista uscita il 31 Luglio '03 sul webmagazine neroopaco.it

Iniziamo con la classica presentazione della band...
Mario G.: Salve a tutti noi siamo gli Envidhia, proveniamo da Valderice (prov. di Trapani) e siamo attivi da piu di due anni. La nostra età media è sui 25 anni, siamo tutti musicisti di lunga data e il nostro percorso musicale è arrivato fin qui, a formare un gruppo che opera in una realta difficile quale è Trapani e la Sicilia in genere, proponendo un ondata ribelle e rabbiosa che tratta i temi sociali, di cronaca, le perversioni psicologiche e il disagio umano in musica.

Il genere da voi proposto e le vostre influenze musicali..
Mario G.: La nostra idea artistica propone una particolare forma melodic death/gothic/nu dove la rivisitazione in chiave personale dei contenuti musicali che fanno riferimento al filone nordico europeo del death metal ci creano uno stile tutto nostro e ci vedono musicalmente molto eclettici e multicolore. Le nostre influenze sono di proprietà svedese, in primo luogo bands come In Flames, Dark Tranquillity, Children of Bodom. In secondo luogo abbiamo, nel corso del nostro cammino artistico, certamente assorbito influenze e muse ispiratrici disparate che vanno dai Metallica ai Pantera, dai Deicide agli Immortal, dai Soilwork ai Novembre, dai Pink Floyd agli Area di Demetrio Stratos.

Illustrate ai lettori il vostro ultimo lavoro...
Mario G.: "The plague" è il nostro primo demo-cd, contiene 7 tracks. Le nostre influenze si sono ben legate con i temi che trattiamo e cosi ne è uscito fuori un prodotto a mio avviso discreto, con una produzione tipica underground e con un valore storico e simbolico particolare se debbo riferire alla nostra area geografica questa nostra uscita. "The Plague" contiene un intro, un outro, un pezzo chitarra e voce, e 4 devastanti songs tra cui "I hate my name", il nostro primo singolo promozionale. Non siamo contenti del nostro lavoro (non lo sarò mai) ma siamo comunque soddisfatti e soprattutto fieri di presenziare cosi la scena underground metal italiana.

La vostra posizione riguardo al "veicolo internet" per promuovere la musica...
Salvo S.: Credo sia un ottimo veicolo di diffusione promozionale, certamente internet ha abbattuto le distanze rendendo tutto piu facilmente reperibile. La nostra posizione è indubbiamente favorevole, per noi sta avendo un risultato fondamentale grazie ad internet uscire dal nostro piccolo paese e affacciarci alla scena nazionale. Ognuno puo ritagliarsi il proprio spazio e sostanzialmente questo mi sembra molto molto giusto.

Cosa ne pensate della scena metal italiana attuale?
Salvo S.: La scena metal italiana attuale è ricca di ottim
e bands, sta crescendo molto rispetto al passato e si sta rivalutando in modo interessante nei confronti di quella europea. E' vero che la nostra scena si sta affollando sempre di più ma credo che alla fine questo non sia un danno, sarei pronto a scommettere su tanti colleghi davvero bravi.

Lavori in corso e i vostri progetti futuri...
Mario G.: "The Plague" è un demo-cd che ci serve per diffondere la nostra idea musicale e speriamo presto di poter trovare degli ottimi collaboratori per impiantare dal vivo le nostre songs e per successivamente registrare bene un promo da inviare alle case discografiche. Spero anche che ci sia spazio per suonare dal vivo i nostri progetti futuri sono essenzialmente questi, suonare dal vivo e registrare un promo di livello professionale. Io vi ringrazio sentitamente di questa intervista e saluto tutti i lettori invitandoli a visitarci nel nostro sito www.envidhia.itgo.com.

> 2001
Intervista trasmessa dall'emittente televisiva locale Tele Scirocco (Cinquestelle) nel corso del programma "Disamistade" del 14/08/'01

 

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