Intervista uscita il 30 giugno sul
web magazine www.metalzone.it
Salve
volete presentarvi ai lettori di
Metal Zone. Chi sono gli Envidhia?
Un saluto alla redazione e a tutti
i lettori di Metal Zone da parte
di Mario Giacalone (singer Envidhia).
Gli Envidhia sono un gruppo gothic/dark
- rock/metal nato di nome nel 2001
e di fatto agli inizi degli anni
’90. E’ il nome del mio progetto
musicale che inizialmente operava
sotto altri monickers e con altre
espressioni artistiche in termini
di genere. Gli Envidhia si sono
rivolti alla grande scena underground
italiana ed internazionale con 1
demo – The Plague, un mcd - Black
Flowers e l’ultimo album “The Snare”.
Adesso per riabbracciare gli anni
precedenti citati stiamo lavorando
ad un nuovo lavoro, un rare indirizzato
solo agli estimatori di sempre e
a tutti i turnisti che hanno lavorato
con me in piu’ di 15 anni, sperando
di trovare un aggancio serio per
la sua diffusione in grande scala.
Operiamo in Sicilia occidentale,
nostra patria di provenienza, abbiamo
maturato esperienze sufficienti
e necessarie per continuare un grande
viaggio di vita oltre che musicale,
laddove semmai ci fosse per me una
differenza.
Come
è stato accolto il vostro
ultimo lavoro “The snare” dalla
stampa specializzata e dalle webzine?
Molto, molto, molto bene.
A
distanza di qualche mese dall’uscita
dell’album, ne siete soddisfatti
o c’è qualcosa che non vi
ha soddisfatto pienamente? In pratica
suona come volevate?
Si, malgrado le enormi difficoltà
per sfornare 14 brani inediti soprattutto
in termini di songwriting, “The
Snare” è uscito quando pronto,
è lui, inconfondibilmente
unico, che piaccia o no.
Come
nasce un vostro brano, è
un lavoro di squadra o ognuno butta
giù in idea e poi ci lavorate
sopra?
Come detto gli Envidhia sono un
progetto musicale che fa principalmente
riferimento alla mia idea di combinare
piu’ forme e generi cercando di
rappresentare al meglio l’eterno
dualismo dell’uomo nell’accezione
panteistica piu totale, una visione
di arti drammatiche molto sofferta
ed introspettivamente complessa
da realizzare musicalmente. Tutti
i testi e quasi tutte le composizioni
musicali sono di mia proprietà;
è stato fondamentale l’apporto
di molti musicisti in tutti questi
anni per la realizzazione dei nostri
brani, che hanno sempre trovato
diversi momenti di confronto e di
analisi. A tal uopo vorrei approfittare
di questo spazio per ringraziare
tutte le persone (tantissime) che
hanno collaborato con me e contribuito
quindi alla causa Envidhia.
Volete
definire il vostro genere?
Non lo so, non saprei. Per “The
Snare” abbiamo coniato l’etichetta
“a nu wave of death’n’goth” nel
proposito di dare, seppur riduttivamente,
un idea sintetica della nostra proposta
musicale.
Giorno dopo giorno, ora dopo ora,
la continua evoluzione dell’essere
è un riferimento solido per
non poterti rispondere in maniera
appropriata e completa.
Cosa
vi ispira di più nella stesura
dei tesi, la vita di tutti i giorni,
la cronaca o che altro?
Tutto. Tutto quello che vedo, che
colgo, che sogno, che sento.
Perché
un EVA moderna in copertina che
cerca di offrirci il frutto proibito,
e perché un titolo come “The
snare” che pare quasi una storpiatura
di “The snake”. Il serpente, EVA,
c’è qualche nesso?
Debbo dire che il tuo sforzo di
fantasia è davvero ammirevole,
questa me la vendo J. Obiettivamente
non c’è un nesso con il titolo
“The Snare” in senso di storpiatura
della parola come riferimento al
serpente. “The Snare” è un
concept album che risale a molto
tempo prima di definire la cover
del cd, aveva sin dall’inizio questo
nome meramente per il suo significato,
“La trappola, l’inganno”. Al momento
di ideare l’artwork avevo l’idea
di realizzarla per come poi è
saltata fuori. Volevo utilizzare
un soggetto femminile provocatorio
ed immediato. Ho visto dei cataloghi
di alcune modelle ed Elisa Marconi
(la bella eva in copertina, una
ragazza di Recanati, MC) in quella
foto ha (sicuramente) inconsapevolmente
ricreato quella suggestione concettuale
perfetta per il mio lavoro. Cosi’
l’ho contattata ed è nata
la copertina di “The Snare”.
Il titolo “The Snare” inciso nella
mela offerta e, nel retro, io in
mutande con gli euro infilati dentro
(forse è piu’ bello il front
J) sono delle provocazioni che definiscono
credo immediatamente la complessa
opera tematica dell’album. In alcuni
passi fin troppo complessa, servirebbero
pagine e pagine, visto che non deficitate
a riguardo lascio spazio alla vostra
fantasia.
Quali
gruppi vi hanno maggiormente ispirato
e cosa ascoltate nella vita di tutti
i giorni?
Dico sempre a proposito di influenze
che tutto quello di buono che le
nostre orecchie hanno percepito
in 30 anni di ascolto sono certamente
un riferimento ed una musa importante;
oltre ai soliti ascolti tematici
che principalmente fanno riferimento
alla svezia, nelle nostre influenze
piu’ specificatamente metal, ci
rivolgiamo a tantissime forme d’autore.
Continuo ad esplorare i lavori compositivi
classici di Beethoven e Bach, le
opere compositive moderne di Morricone
e John Barry, il genio sperimentale
di Pink Floyd, Alan Parson Project
e Tangerine Dream, le melodie gotiche
europee in genere e quelle folkloristiche
russe in particolare. Non posso
non segnalare tra i tanti alcuni
nomi italiani che ci hanno influenzati
e di cui siamo lieti di presentarne
delle cover dal vivo. Dark Lunacy,
Novembre, Mandragora Scream.
Come
siete giunti a collaborare con la
STD e come vi trovate con loro?
La STD-distro di Cagliari è
una delle agenzie underground italiane
più professionalmente serie
e valide che opera nei circuiti
metal di tutto il mondo. Eravamo
in contatto con loro già
con il precedente mcd “Black Flowers”.
Hanno accolto “The Snare” positivamente
ed è un piacere per noi usufruire
dei canali promozionali e in genere
della distribuzione worldwide per
diffondere il nome Envidhia il più
possibile. Saprai meglio di me che
non sarei qui a rispondere a questa
intervista se non fosse per l’accurato
lavoro di questa agenzia.
Come
giudicate la scena musicale underground
della vostra regione e quella italiana
in generale?
La Sicilia è ricca di ottime
bands, ricca di talenti ed artisti
validi. Il problema qui giù
sono gli spazi, inadeguati o a volte
completamente assenti per chi produce.
I sistemi commerciali di massa stanno
continuando ad alimentare la visione
dell’arte come intrattenimento,
il disimpegno e la leggerezza nei
contenuti e nelle forme sembrano
prendere il sopravvento sempre di
piu’ soprattutto nelle categorie
piu’ giovani. Questo quadro in un
certo senso riguarda l’intera scena
nazionale, la differenza forse è
che qui siamo ancora un po piu’
indietro, meno culturalmente e socialmente
predisposti alla crescita e alla
salvaguardia del patrimonio umano
presente in senso artistico soprattutto;
infine, il disinteresse politico/amministrativo
ed organizzativo ci affonda sicuramente
più che al nord.
Rapporti
con la tecnologia: favorevoli o
contrari al file sharing di brani
musicali in mp3?
Analizzando l’attuale sistema discografico
ci riteniamo favorevoli all’ascolto
di un mp3 finalizzato all’acquisto
di un album.
Gli
Envidhia e i concerti: trovate spazi
per esibirvi e come vi trovate nella
dimensione live?
Come accennato prima ci sono grossissime
difficoltà per le uscite
live. Malgrado tutto riusciamo a
trovare degli spazi seppur adeguandoci
a volte ad alcuni stilemi non propriamente
da concerto.
La nostra dimensione live è
molto varia e spesso non perfettamente
congeniale per tutta una serie di
problemi, comunque sia riusciamo
a presentare dal vivo la nostra
musica anche se in una misura ancora
molto inferiore a 5/6 uscite l’anno.
Continuerete
con l’ausilio della drum machine
o nel prossimo lavoro avremmo un
batterista in carne e ossa?
Non lo so. Siamo riusciti in qualche
occasione a suonare dal vivo con
alcuni turnisti, nei limiti delle
competenze e delle professionalità
che spesso ci costringono ad uscire
con la drum machine non siamo alla
fine poi cosi’ sdegnati di esibirci
senza un drummer. A volte anche
per ragioni di comodità,
dipende dai contesti e comunque
ci stiamo un po’ affezionando alle
basi come soluzione del problema.
Qui, quello dei musicisti è
un vero problema, a meno che non
fai cover rockettine e seratine
nei pubbini.
Progetti
per il futuro?
Questa estate avremmo una discreta
programmazione live e ci auguriamo
di sistemare la line up in modo
piu’ definitivo per non perdere
delle interessanti occasioni. In
quasi tutti i nostri live raccogliamo
materiale video per un Dvd che pensiamo
di far uscire a settembre. Il remake
dei vecchi singoli dall’89 al ’01
è in itinere, un rare album
il cui titolo dovrebbe essere “The
Dark Opera”.
Siamo
in conclusione dell’intervista,
intanto vi ringrazio per la disponibilità
e lascio la parola a voi, potete
dire tutto quello che volete.
Vi ringraziamo per lo spazio e per
l’interessante discussione che ne
è saltata fuori. Ringraziamo
tutte le persone che continuano
a sostenerci credendo nel lavoro
da noi svolto e tutti i nostri collaboratori
piu’ fedeli, un saluto ai lettori
di Metal Zone e a presto. Greetings
from Sicily.
Intervista uscita il 14/05 sul web
magazine
www.hmp.it
Gli Envidhia
sono una band con una lunga storia
alle spalle e un nuovo CD che offre
svariati spunti interessanti. Fautori
di un sound che riesce a mixare
generi differenti al fine di creare
una "nuova ondata di death'n'goth"
(nelle loro stesse parole), dimostrano
tenacia, voglia di fare ed idee
chiare. Benvenuti nel mondo degli
Envidhia.
Come
nascono gli Envidhia e quali le
vostre precedenti esperienze in
campo musicale?
Siamo
nati agli inizi degli anni '90 creando
delle composizioni inedite attraverso
una particolare forma progressive
rock e rimanendo in cantina per
molti molti anni. Nel corso di un
decennio abbiamo pubblicato diversi
singoli e alcuni demo tape inizialmente
sotto altri monicker (Superbia,
Luxuria). Nel 2001 poi iniziammo
a dedicarci a composizioni più
complesse in stile melodic death
metal, un rinnovamento che ci ha
portati a condurre gli Envidhia
in interessanti esperienze musicali:
partecipazioni live in festival
ed eventi vari in Sicilia, partecipazioni
radiofoniche/televisive locali e
in compilation underground. La nostra
discografia recente consta in un
MCD, Black Flowers, e l'ultimo promo
album The Snare; entrambi sono promossi
da distro italiane e ci hanno inserito
ormai da qualche anno nella grande
famiglia dell'underground rock/metal
italiano.
Sul
CD appare la scritta "a nu
wave of death'n'goth". Da cosa
nasce l'esigenza di definire immediatamente
il vostro sound e quanto questa
etichetta vi rispecchia in toto?
È
un indicazione che sintetizza al
meglio il nostro pensiero artistico,
la nostra idea e il nostro multicolore
genere musicale. Abbiamo coniato
questa sorta di etichetta appositamente
per far comprendere il senso della
complessa visione e rappresentazione
musicale che spazia dal nu al death
al gothic e che ci permette di esporre
nei giusti modi le tematiche che
trattiamo nei brani.
Il
vostro sound nasce dalla fusione
di disparate forme musicali, quale
ritenete che sarà il vostro
ascoltatore ideale, colui che troverà
in voi il proprio pane quotidiano?
Mi
stai chiedendo una cosa veramente
difficile e forse non sono in grado
di delinearti un preciso profilo
di chi si può avvicinare
ai nostri ascolti e rimanerne fedelmente
affascinato. Anche in altre interviste
o articoli vari mi hanno propinato
il disappunto che possono avere
i classici nostalgici defender metallari
soprattutto nei confronti dell'ultimo
CD The Snare. Credo che la nostra
non sia la solita proposta musicale
che si rivolge ad alcune specifiche
nicchie di amanti di un genere.
È molto difficile, ci provo...
Un estimatore degli Envidhia potrebbe
essere una persona che abbatte le
logiche del giudizio e delle barriere
che escludono in genere la naturale
e fondamentale predisposizione dell'uomo
al nuovo, ad altro, alla conoscenza,
alla vita. Escludere e assuefarsi
su una cosa significa non conoscere
ergo rimanere ignoranti, estirpare
alla vita la possibilità
di scoprire e di vivere. Nella musica
come nella vita cogliere e combinare
più aspetti, più idee,
più forme, significa arricchire
e completare ogni momento nel giusto
tono, un'apertura che porta a una
continua evoluzione e che esalta
le nostre qualità distruggendo
la paura di cambiare ed elevando
lo spirito fino alla consapevolezza
di se stessi, di quello che siamo
veramente, della possibilità
e dell'opportunità che stiamo
vivendo.
Un estimatore degli Envidhia probabilmente
non è un defender ma potrebbe
anche diventarlo; un ascoltatore
ideale potrebbe essere una persona
che crede sentitamente nelle grandi
passioni della vita, che si abbandoni
alla scoperta e alla vitale conoscenza
di altro... dimmi tu se potenzialmente
non potrebbero esserlo tutti...
Avete
utilizzato un sample da Matrix,
cosa unisce questo film al sound
degli Envidhia e al concept della
band? Quali altri film sentite vicini
alla vostra sensibilità?
Servirebbe
un attenta lettura del testo, comunque
sia quella parte di sceneggiatura
del film Matrix è molto vicina
concettualmente ad alcune cose trattate
nel testo, "il mondo come una
prigione che non ha mura che non
ha sbarre che non ha odore, la prigione
per la mente dell'uomo, che nasconde
la verità"... chi conosce
il film sicuramente saprà
ricollegare il tutto con la nostra
canzone "Your answers".
Anche nel precedente MCD Black Flowers
in una song c'era un sample tratto
da un film, questo perché
comunque il cinema è un'altra
grande passione che viviamo con
intensa emotività e piacere,
ci dilettiamo anche a fare dei corti
e dei progetti multimediali così
per hobby, in genere l'arte tutta
ci influenza.
Come nella musica anche nel cinema
ovviamente (soprattutto adesso)
c'è una grande varietà
di generi e di forme e sono tanti
i film che sentiamo vicini e che
secondo me sono davvero interessanti
in senso tecnico registico e in
senso chiaramente di contenuti espressi.
Ultimamente sto esplorando con grande
attenzione la filmografia del grande
regista russo Andreij Tarkosky.
Quanto
aiuta internet una band agli esordi?
È davvero tutto più
facile oggi o è sempre duro
emergere dall'anonimato?
Internet
ha ridotto le distanze e ha alimentato
a suo modo la facilità di
comunicare e può aiutare
in questo senso ma credo che alla
fine sia lo stesso, la band emergenti
aumentano di giorno in giorno e
c'è spazio per tutti; la
speranza è che possano andare
avanti quei gruppi e quegli artisti
che veramente hanno qualcosa da
dire e da dare.
Com'è
la situazione nella vostra regione
a livello musicale? Vi sentite legati
ad altre band con cui collaborate
o vi aiutate reciprocamente?
La
scena siciliana sta crescendo molto
seppur ancora in grande difficoltà
per gli spazi live soprattutto;
credo che a volte avvertiamo un
certo senso di isolamento ma riusciamo
a crederci e soprattutto a collaborare
perché comunque molti colleghi
che operano assieme a noi qui sono
davvero degli ottimi professionisti...
Non manca certo il materiale umano
dedito alla musica, forse è
necessario il dovuto tempo per diffondere
al meglio questa linea di pensiero
e quindi di musica, il tutto va
contestualizzato in un ambiente
di massa molto commerciale chiuso
spesso nelle scontate logiche della
visione dell'arte come intrattenimento.
Progetti
futuri?
Per
riabbracciare i lunghi anni in cantina
stiamo preparando The Score From
Genesis un remake dei singoli dalla
genesi fino al cambio di monicker
Envidhia. Oltre a questa nuova produzione,
che sarà comunque un rare
CD stampato a tiratura limitata,
ci auguriamo di suonare il più
possibile dal vivo non solo in zona
per tracciare quella diffusione
culturale di cui noi come tante
altre band del genere abbiamo bisogno
di ottenere per operare con più
frequenza e a livelli sempre più
adeguati. Videoclip e DVD live sono
in corso...
14-05-2005
Michele Giorgi
Intervista uscita il 06/05 sul web
magazine www.metalloitaliano.it
Abbiamo scambiato
quattro chiacchiere con Mario Giacalone,
singer degli Envidhia, gruppo death/gothic
con all'attivo diversi lavori e da
poco usciti sul mercato con il nuovo
"The Snare", un 14tracks
distribuito da STD-Distro e caratterizzato
da un sound interessante, che sposta
le coordinate stilistiche della band
verso nuove ed originali sonorità.
Cominciamo
col presentare il gruppo al pubblico
di Metallo Italiano.
Gli Envidhia nascono agli inizi
degli anni '90 proponendo progressive
rock sotto altri monickers per circa
un decennio. Una lunga palestra
fondamentale per la nostra crescita
e le nostre vedute artistiche. Ci
siamo evoluti ed arricchiti musicalmente
col tempo e con tanti sacrifici,
e da qualche anno ci siamo rinnovati
proponendo una particolare forma
death/gothic metal; operiamo a Trapani
e non poche sono le difficoltà
per suonare dal vivo o per emergere
su circuiti adeguati, nonostante
cio' abbiamo partecipato a diversi
festivals ed eventi live vari qui
in Sicilia e ci auguriamo di poter
continuare un percorso sempre più
degno dei nostri sforzi.
Voi
avete realizzato 2 demo. Quali sono
le differenze sostanziali sia a
livello di sound che di songwriting?
Abbiamo realizzato un demo, un mcd
e da poco abbiamo fuori un nuovo
promo di 14 tracks. Dal primo demo
a quest'ultimo capitolo "The
Snare" sono tantissime le differenze
sostanziali del nostro prodotto
musicale che cerca sempre di più
di esplorare sonorità nuove
combinando diversi stili ed idee
musicali. Ci presentiamo sotto l'indicazione
"a nu wave of death'n'goth"
perché il nostro genere è
abbastanza variegato e complesso
spaziando dal nu all'industrial,
dal death al gothic e rimaniamo
in continua evoluzione aperti a
tutte le sensazioni e i sapori che
accompagnano le nostre vite.
Il
vostro è un sound che non
mostra una direzione univoca. Quali
sono le fonti di ispirazione del
gruppo?
La principale ispirazione dei testi
e degli arrangiamenti, quindi della
proposta musicale tutta, è
la nostra vita, si parte da noi
e da quello che abbiamo da dire
per poi legare alla musica che proponiamo
le diverse sfaccettature che ci
rappresentano ognuna con una sua
indefinita direzione. Tutto quello
che di buono le nostre orecchie
in 30 anni hanno percepito nella
musica ci ha certamente influenzato,
dalla musica classica al metal estremo.
Gruppi di riferimento tematici,
In Flames, Dark Tranquillity, Novembre,
Dark Lunacy, Blind Guardian, Pantera,
Metallica e tanti altri.
Operate
nella provincia di Trapani, una
zona della Sicilia che vanta un'ottima
presenza di band e di pubblico metal
(Ancestral, Urto, etc... ). Quali
sono i vostri rapporti con le altre
band e quanto quest'atmosfera vi
ha influenzati?
I nostri rapporti con gli altri
colleghi sono ottimi cerchiamo sempre
di confrontarci e di collaborare
assieme per diffondere al meglio
qui nella nostra provincia la linea
di pensiero musicale che proponiamo.
Seppur abbiamo conosciuto tardi
le altre realtà del territorio
stiamo cercando di buttar giu' un
buon seme per valorizzare la nostra
presenza sul territorio.
La
domanda di rito: cosa pensate del
metal italiano e siciliano nello
specifico? E quale pensi che sia
il futuro del metal nostrano?
Il metal vanta di ottimi nomi ed
è una scena che si sta rafforzando
pian piano con grande vigore. La
scena siciliana soffre la sua posizione
di vero e proprio isolamento ma
anche qui si stanno riuscendo col
tempo a creare quelle premesse fondamentali
affinché i gruppi inediti
e soprattutto quelli metal possano
avere gli adeguati spazi per promuovere
le proprie idee musicali. In questo
senso siamo abbastanza ottimisti
e fiduciosi per il futuro.
Mi
piacerebbe conoscere le modalità
di composizione degli Envidhia.
Chi è il principale compositore
della band e che tipo di apporto
si richiede al resto del gruppo?
Io, Mario Giacalone, sono da sempre
l'autore di tutti i testi e del
70% delle composizioni musicali.
Pensare ad una completa egemonia
sulla mia figura sarebbe sbagliato
perché l'apporto degli altri
componenti è fondamentale
per gli arrangiamenti e per l'unione
di idee che assieme sviluppiamo
in tanti brani e realizziamo poi
in studio e dal vivo.
Non
vi ho mai visto suonare dal vivo.
Su cosa si basa un vostro concerto?
Puntate tutto sulla musica o visto
il genere allestite anche un apparato
scenico?
Noi operiamo a Trapani, Trapani
città. In provincia per quanto
riguarda il metal si sta meglio,
nel senso che in provincia si sono
sviluppate nella specifica direzione
metal delle ottime professionalità
mentre qui a Trapani molti musicisti
hanno operato specificatamente su
altri generi, e quindi mancano dei
veri e propri musicisti preparati
sulla materia. Noi ad esempio, per
la mancanza di un batterista che
sapesse usare la doppia cassa, ci
esibiamo dal vivo con delle basi
ed a volte abbiamo creato un singolare
incesto coreografico credo molto
interessante. Ci auguriamo che la
nostra presenza qui possa contribuire
ad arricchire anche le professionalità
di molti musicisti che adesso iniziano
a mostrare anche un certo interesse
per il nostro genere…
Quali
sono i vostri progetti futuri a
livello discografico e live?
Per riabbracciare i lunghi anni
in cantina stiamo preparando un
rare cd, "The Score from Genesis",
che sarà stampato a tiratura
limitata, e che comprenderà
tutti i vecchi singoli riarrangiati
secondo le nostre attuali vedute
musicali. Abbiamo della date in
zona in alcuni festival locali e
ci auguriamo di presenziare piu'
palchi possibili in Italia in genere
per avere maggiore visibilità
e continuare a fare delle interessanti
esperienze live. Tutte le date e
i dettagli sul nostro sito www.envidhia.tk.
Ovviamente
l'ultimo spazio è per voi!
Ringrazio Metallo Italiano per lo
spazio che ci ha concesso e spero
di vedervi presto on stage. Vi abbracciamo
sentitamente, saluti a tutti i lettori
di M.I. A nu wave of metal greetings…
Intervista
di Mirko Montalbano
Intervista
uscita il 28/03 sul web magazine
www.entrateparallele.it
Dopo il debut
album "Black Flowers",
gli Envidhia ritornano con il loro
nuovo promo cd "The Snare".
Approfittiamo di questa imminente
uscita per fare due chiacchiere
con la band siciliana.
Ciao
ragazzi e benvenuti su EP, direi
di cominciare dagli inizi della
vostra avventura musicale: come
sono nati gli Envidhia, genere proposto,
influenze.
Salve
a tutti da Mario Giacalone. Gli
Envidhia nascono agli inizi degli
anni ’90 sotto altri nomi (Superbia,
Luxuria etc…) come progetto di musica
inedita e come realtà alternativa
del nostro territorio di provenienza
(Trapani - Sicilia). Una lunga cantina,
fondamentale per il percorso ed
il pensiero artistico della band,
sia come genere che come proposta
tematica e specifica dell’analisi
del nostro periodo storico e dei
contenuti in genere trattati in
musica. Il monicker Envidhia fu
definito poi nel 2001 con una nuova
veste dedita a sonorità piu’
estreme in stile melodic death metal.
Dopo un intensa attività
discografica adesso ci siamo permessi
di inventare la “nu wave of death’n’goth”,
una nuova ondata di death e gothic
metal. Questo è il nostro
genere proposto. Influenze, le piu’
svariate, sostanzialmente tutte
quelle che in 30 anni di ascolto
le nostre orecchie hanno percepito
di buono nella musica. Nella specifica
direzione metal, In Flames, Dark
Tranquillity, Novembre, Dark Lunacy,
Blind Guardian, Pantera ed altri.
Al
momento della registrazione del
precedente "Black Flowers"
la vostra line-up era composta solo
da due persone, Salvo e Mario. Siete
solo voi due anche in questo promo?
No.
Adesso Salvo Siracusa collabora
con noi come turnista e alla chitarra
abbiamo da poco un nuovo elemento,
Mohamed Gehmi. Da un anno a questa
parte è entrato definitivamente
in line up Peppe Di Grazia al basso.
La line up in “The Snare” è
comunque composta da me, Mario,
Salvo e Peppe.
Cosa
troveremo di diverso (se ci sarà
qualcosa di diverso!) nel vostro
nuovo "The Snare"?
Tutto.
L’idea di un continuo rinnovamento
e della necessità di cambiare,
crescere, maturare, vivere, è
essenziale per la proposta musicale
ed è naturale per chi opera
attivamente come noi e che aldilà
del fare musica (o un genere specifico)
a tutti i costi ha il proposito
di dire e di dare qualcosa. Emozioni
e sapori rinnovati ed in continua
evoluzione esattamente come la vita.
La mia, la nostra. In “The Snare”
come genere, seppur presente un
legame con le vecchie produzioni,
il passato come sempre è
ovviamente un'influenza che regola
e modera il presente, si puo’ ascoltare
la nostra nuova ondata di death
e gothic metal, adattato a sonorità
nu e realizzato sotto svariate forme,
idee e stili musicali.
Siete
rimasti soddisfatti delle recensioni
del precedente ep "Black Flowers"?
quali erano secondo voi i punti
di forza o i punti deboli del vostro
vecchio lavoro?
“Black
Flowers”, grazie anche alle agenzie
che avevamo alle spalle, ci ha in
un certo senso proiettati sulla
“grande scena underground”. E’ un
lavoro che ha avuto un ottimo responso
da parte di critica e pubblico e
certamente io non sono in grado
di dirti quali erano i punti di
forza e i punti deboli. Le recensioni
tutte ottime tranne quella vostra
(chiaramente sto scherzando :))
perché il redattore ha indicato
i cori come voci femminili mentre
tutte le voci che si ascoltano sono
le mie, armonizzazioni corali in
falsetto alcune, vere e proprie
opere chorus le altre ( fa nulla
anzi ne sono rimasto lusingato :)).
Dopo
un ep di 40 minuti, un nuovo promo
di quasi 50 minuti con 14 tracce.
Quali sono i vostri "segreti"
per riuscire a produrre così
tanto materiale di buona qualità?
(se ben ricordo infatti "Black
Flowers" è del 2004).
Non
lo chiamerei un segreto ma piu’
che altro una realtà di fatto.
Chi lavora attivamente come noi,
qui nel nostro territorio, data
la mancanza di adeguate strutture
e in genere di eventi live, non
ha alternative, quindi ci si dedica
allo studio e alle produzioni (necessariamente).
A
tal proposito, hai citato l'assenza
di strutture e di eventi live in
Sicilia, come spieghi allora il
proliferare di tanti validi gruppi
nella
vostra isola, in generi anche molto
diversi fra loro, da voi, ai Thy
Majestie, agli Ancestral, agli Inchiuvatu,
ai Fuoco Fatuo, Noble Savage ecc.ecc.?
Beh
non credo che la quantità
di esperienze live faccia la bravura
di un musicista o di un gruppo in
genere… Ovviamente è fondamentale
per la crescita e per la maturità
di una band, il confronto con il
pubblico è sempre qualcosa
di magico che prescinde ad ogni
modo da tutto, è indiscutibile,
e qui in Sicilia pur soffrendo la
mancanza di eventi c’è quell’ottimo
materiale umano che hai descritto
citando le bands capostipiti della
nostra regione perché dietro
a questi nomi ci sono degli artisti
che hanno un percorso formativo
musicale alle spalle non indifferente,
anzi, impressionante.
Anche
per la promozione di "The Snare"
vi affiderete alle agenzie? come
vi trovate (o come vi siete trovati)
con queste associazioni che promuovono
la musica underground in Italia
(e non solo)?
Per
un gruppo underground di provincia
(soprattutto come detto qui in Sicilia)
trovare un apparato che si occupa
della distribuzione e della promozione
estera di un tuo prodotto è
molto importante; le difficoltà
citate assieme ad altre questioni
privano spesso alle bands emergenti
di ritagliarsi un proprio spazio
nella grande scena underground internazionale
del metal. Da pochi giorni abbiamo
trovato per “The Snare” un aggancio
con la STD-Distro e ovviamente siamo
molto lieti perché ci proietta
verso lidi interessanti soprattutto
in termini di promozione, che, è
necessaria per quei gruppi emergenti
di cui ti parlavo e quindi per noi
è un punto di partenza che
ci fa ben sperare di raccogliere
nuovamente un buon consenso da parte
di pubblico e di critica, e una
visibilità degna dei nostri
sacrifici.
Parlate
spesso del vostro nuovo lavoro definendolo
innovativo, coniando addirittura
il termine "death'n goth"
e realizzato anche con nuove sonorità.
Non avete paura che queste novità
possano disorientare il tipico Metallaro
che ascolta i gruppi a testa bassa
e li apprezza solo se sono cloni
dei vecchi gruppi?
Paura…
paura di essere se stessi? Di fare
quello che si è? E di esprimersi
per come si crede? Si dovrebbe fare
musica solo per accontentare il
pubblico? .. e nel caso specifico…
si dovrebbe fare musica con la paura
di far rimanere scontenti i nostalgici
del genere?
Chi non ha l’apertura verso cose
nuove e non riesce piu’ ad apprezzare
le varie forme di pensiero che si
sono sviluppate adesso nella musica
in genere credo insomma che sia
un pubblico diverso da quello che
si rivolge agli Envidhia.
La musica come detto è come
la vita… e la conseguente evoluzione
che subiamo giorno dopo giorno ci
fa vivere, nel bene o nel male ci
fa crescere e ci regala nuove emozioni…Fondamentale
per non morire freddi ed escludere
banalmente quelli che magari diventano
poi i grandi valori, i grandi amori,
le grandi passioni…
Avete
già realizzato in passato
date live con gli Envidhia? in caso
contrario, farete qualche data per
promuovere il vostro nuovo "The
Snare" ?
Si
ovvio.. Nonostante le difficoltà
qualche volta ci si esibisce (seppur
a volte a livello pienamente underground)…
Per quanto ci riguarda da 4 anni
a questa parte qualche evento l’anno
non è mancato.
L’anno scorso siamo stati al Temple
of power metal festival di Agrigento
e abbiamo diviso il palco con 4
di quelle bands che hai indicato
come grandi nomi del metal siciliano.
Credo infatti che sia stata l’esperienza
piu’ interessante e più piena
che abbiamo fatto fin qui. Per “The
Snare” è in corso una programmazione
per un mini tour live in zona….
Ultima
domanda per voi, Mario, ne approfittiamo
anche per farvi tanti in bocca al
lupo per il futuro, dicci che cosa
ci colpirà di più
di "The Snare" dal momento
in cui cominceremo ad ascoltarlo,
e nella recensione che faremo noi
di EP ti dirò se avevi ragione!
Non
lo so, sono la persona meno indicata
per osannare “The Snare”… Come già
ti ho detto certamente ascolterete
del “nuovo” e spero che possiate
ricevere delle emozioni intense
ed apprezzare quindi il nostro operato.
Ringrazio lo staff di Entrate Parallele
e vi invito tutti sul nostro sito
ufficiale www.envidhia.tk .
A nu wave of metal greetings…
Intervista
realizzata da Alessio-Thor.
Sito ufficiale
degli Envidhia: www.envidhia.tk